Carne
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OMS verso etichettatura shock: “Carne nella lista delle sostanze cancerogene”

Etichettare la carne segnalandola come cancerogena. Un’esagerazione? No, una prossima realtà imposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo quanto riportato da una fonte diretta al Daily Mail, ripreso poi da L’Independent,  l’Oms ha intenzione di includere la carne trattata nell’elenco degli alimenti potenzialmente cancerogeni. E per rendere palese il rischio queste carni potrebbero essere etichettate come cancerogene.

Carne
(Photo by David McNew/Getty Images)

CARNE E CANCRO, IL GIALLO DELL’OMS

Potremmo quindi perdere il piacere di alimentarci con hamburger, pancetta e salsicce perché spaventati dal loro contenuto? Forse sì, perché secondo la fonte del Daily Mail – e pertanto da prendere con le pinze – le carni lavorate sono pericolose quanto le sigarette e anzi, la decisione di annunciarlo potrebbe addirittura essere questione di giorni (forse lunedì). I “pericoli” derivanti dalla carne rossa sarebbero da ricercare nel trattamento industriale di questi alimenti, sottoposti a salatura, affumicatura o “arricchiti” con prodotti chimici come nel caso del salame, della pancetta, degli hot dogs e delle salsicce. E neanche gli hamburger potrebbero salvarsi.

 

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CARNE, IL CONSUMO IDEALE PER UN ADULTO? 70 GRAMMI AL GIORNO

Il servizio sanitario inglese sul proprio sito internet ritiene che il quantitativo ideale quotidiano di carne rossa o trattata per ogni adulto sia di massimo 70 grammi anche perché sembra esista una correlazione tra il consumo di carne e la possibilità di sviluppare un cancro al colon. Da solo questo provvedimento però non basta. Bisogna sempre fare del movimento, evitare di accumulare peso superfluo e tagliare le sigarette. Sempre secondo il servizio sanitario inglese, è necessario che il consumo di 70 grammi al giorno sia medio. Ciò significa che è possibile mangiare una bistecca, una costata, un filetto. Allo stesso tempo è opportuno però diversificare la propria dieta magari non mangiando carne per qualche giorno, così da rimanere sotto il limite.

CARNE, A COSA SERVE L’ETICHETTA SE IL PRODOTTO RESTA IN COMMERCIO?

Detto questo, è meglio etichettare un alimento segnalando la sua pericolosità o fare un’attività di prevenzione? Un hamburger va trattato come un pacchetto di sigarette? Mangereste un panetto di burro intero magari immerso nello zucchero? Sicuramente no, perché sapreste che fa male. Allo stesso modo, anziché etichettare una salsiccia segnalandola come pericolosa, sarebbe meglio educare le persone ad un consumo consapevole e variegato. Segnalare sempre e comunque impedisce la capacità di valutazione da parte del cliente. La carne rossa è ricca di proteine, vitamine e minerali come ferro e zinco, tutti elementi fondamentali per la salute. Se un ingrediente è evidentemente e seriamente pericoloso o peggio cancerogeno si potrebbe sicuramente togliere dal commercio. Ma non lo si fa. Come le sigarette. Sono considerate pericolose, sono etichettate ma continuano a essere vendute. Allora a che serve? Basta, forse, un po’ di buone senso da parte nostra.