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Microbe et Gasoil, ultimo gioiello di Michel Gondry

Microbe et Gasoil, ultimo lavoro di Michel Gondry, è stato proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Dolcemente brillante è un inno a tutti coloro che si sentono inadatti e fuori luogo. Un road movie sull’amicizia, sensibile e divertente, che apre una nuova fase della filmografia di Gondry.

LA TRAMA –

Microbo, così chiamato dai compagni di classe per la corporatura esile, è un bambino timido che si rifugia spesso nei propri disegni. Diesel, più spigliato e pieno d’inventiva, viene spostato in classe di Microbo ad anno scolastico già avviato. L’alchimia tra i due è immediata al punto che, quando si avvicinano le vacanze estive, decidono di costruire una macchina ed esplorare la Francia insieme. Diesel conosce qualche trucco di meccanica e con l’aiuto di Microbo riesce a costruire una vettura perfetta per i loro scopi. Anzi, quasi perfetta. La motorizzazione non crede che il motore di un tosaerba montato su un vecchio letto sia adatto a circolare e si rifiuta di immatricolare lo strano veicolo. Come fare quindi? Costruirla a forma di casa risolverà tutti i problemi e sicuramente terrà lontani gli occhi indiscreti della polizia stradale. Microbo e Diesel possono finalmente intraprendere la loro avventura per un viaggio sulle strade della Borgogna e nelle curve della loro esistenza.

LA RECENSIONE –

Microbe et Gasoil è un film intimo, modesto e scevro di qualsiasi imbellettamento. Gondry si spoglia di quell’estetica caratteristica della sua macchina da presa, dimostrando di riuscire a mantenere la propria personalità anche senza trovate visive surreali. Se è vero che continua ad attingere dal mondo dell’infanzia e dell’onirico, questa volta lo fa senza trucco e senza inganno. Gli “effetti speciali” di regia sono traslati in una sceneggiatura meravigliosamente riuscita cui (Non a caso la sua penna, guidata dalla mano di Charlie Kaufman, gli era valsa l’Oscar per la sceneggiatura di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”) i due giovani protagonisti, Ange Dargent e Théophile Baquet, rendono degnamente giustizia. Difficile dire dove si nasconda l’imperfezione in un film che sembra pensato ad immagine e somiglianza di Michel Gondry. In tutto questo Audrey Tautou non può che essere la ciliegina sulla torta.