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Cosa si muove a sinistra: Civati sindaco di Milano?

Una lista di sinistra che recuperi il cuore del progetto originario, lo spirito dell’Ulivo di Romano Prodi: il battesimo sarà proprio nella città più cara al professore, Bologna, che va alle elezioni amministrative nel turno, che vale un’elezione nazionale, della prossima primavera. Bologna, Milano, Roma – a seconda di come finirà con Ignazio Marino – Cagliari, Napoli. Il tutto per marcare le distanze, e ridisegnare i rapporti, con il Partito Democratico di Matteo Renzi: le manovre per la “Cosa Rossa” sono già partite.

COSA SI MUOVE A SINISTRA CONTRO RENZI: CIVATI SINDACO DI MILANO?

Su Repubblica ne parlano Tommaso Ciriaco e Goffredo de Marchis.

Il punto di riferimento è l’Ulivo, perciò la nuova Cosa non dev’essere troppo “rossa”. Il testimonial sognato è Romano Prodi ed è per questo che i fuoriusciti del Pd, insieme con Nichi Vendola, stanno puntando soprattutto sulle comunali di Bologna dove si vota la prossima primavera. Potrebbe essere candidata, in alternativa all’uomo del Pd Virginio Merola, Amelia Frascaroli, vicina all’ex governatore della Puglia ma ancora più vicina al Professore. Amica personale della moglie Flavia, allieva politica di Romano che per lei nutre una stima profonda, cattolica di sinistra, dossettiana. Una figura ideale per simboleggiare il corso della scissione democratica, con buone chance di dare fastidio al sindaco uscente e rappresentare un’opzione diversa dal Pd ma non legata all’ala radicale.

Le discussioni fervono, i progetti politici corrono sui documenti che vengono elaborati da questo e da quell’esponente.

Il documento redatto dal professor Carlo Galli, che è stato distribuito tra i dissidenti del Pd ed è arrivato anche a Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani, prefigura la scissione ma non scioglie tutti i dubbi. È un testo molto critico con il renzismo, «con il governo del primo ministro nel quale il Parlamento è ridotto all’obbedienza». La produzione di documenti non si ferma qui. Vendola annuncia per sabato la presentazione della «Carta dei Valori», manifesto del nuovo soggetto politico. Soggetto che sarà anticipato già a novembreda gruppi parlamentari che si chiameranno “Sinistra”, a cui lavora Arturo Scotto. Dentro confluiranno quelli di Sinistra e libertà, gli scissionisti del Pd, Claudio Fava, il prodiano Franco Monaco. E al Senato verranno accolti gli ex grillini Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino.

Le partite importanti sono due: quella dei nomi (chi candidare a sindaco) e, sopratutto, quella del rapporto con il Partito Democratico a trazione renziana.

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Uno dei dossier riguarda il recupero al progetto unico di sinistra di Giuseppe Civati, che con Possibile attualmente cammina in solitaria: la corsa per Palazzo Marino potrebbe essere la sua.

Vendola per il momento non si sbilancia, ma lascia capire che ci sarà una rottura nel voto delle città. «Il terreno programmatico è decisivo. Voglio capire che idea di comune hai. Detto questo, Renzi ha ucciso il centrosinistra », spiega nel videoforum di Repubblica.it. A Bologna, a Roma (con Sel però spaccata in due nella Capitale), a Torino e probabilmente a Milano si consumerà lo strappo. Se non ci saranno le primarie, in una città in cui l’uscente Giuliano Pisapia viene dal partito di Vendola, la sinistra cercherà un nome da contrapporre al possibile candidato Giuseppe Sala. Per recuperare Pippo Civati che procede da solo con il suo movimento Possibile, potrebbe essere proprio il deputato monzese il candidato unico della formazione ulivista

I problemi più scottanti sono a Roma (dove Sel si divide sul rapporto col Pd) e a Cagliari (dove Massimo Zedda senza i democrat rischia di andare troppo lontano).

Il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio invita i compagni a cercare un’intesa «città per città, in controtendenza rispetto alle dinamiche nazionale». Cioè, un’intesa con il Pd. E due senatori, in questa fase di caos, sono dati in uscita da Sel proprio per la linea oltranzista di Vendola. Sono Dario Stefàno e Luciano Uras. Ma Fassina, come Nicola Fratoianni, spingono le candidature indipendenti, autonome, in funzione anti- Renzi e anti-dem. Questa spaccatura pone però un problema grande come Cagliari alla Cosa rossa. Se il Pd è indigeribile e invotabile, come faranno a chiedere il sostegno per confermare Massimo Zedda a sindaco?

Copertina: Wikimedia Commons