Il calcio europeo a rischio fallimento?
24/01/2012 - Un’intervista dell’Express a Olivier Ferrand e il rapporto che fa tremare i club Il calcio europeo è a rischio default, lo sostiene l’Express. IN ARRIVO IL FAIR PLAY FINANZIARIO – La UEFA presenterà il 25 gennaio un nuovo rapporto nel
Un’intervista dell’Express a Olivier Ferrand e il rapporto che fa tremare i club
Il calcio europeo è a rischio default, lo sostiene l’Express.
IN ARRIVO IL FAIR PLAY FINANZIARIO – La UEFA presenterà il 25 gennaio un nuovo rapporto nel quale spiegherà nel dettaglio i dati del fair play finanziario, come verranno regolate le transazioni nella compravendita dei giocatori e come verranno risanati i bilanci delle squadre. Il quotidiano francese ha quindi scelto di fare il punto della situazione con Oliver Ferrand, direttore della Fondazione Terra Nova e coautore del rapporto, pubblicato nel marzo 2011, dal titolo: “Cambiare o sparire. Quale futuro per il calcio?”.
BASTA FAR CASSA SUI GIOCATORI – Secondo Ferrand, il calcio europeo è sull’orlo di una crisi di nervi e di sistema a causa della bolla speculativa che da troppi anni ha inglobato il mondo del pallone. Il maggior colpevole viene individuato negli stipendi, cresciuti tanto da rappresentare al momento fino al 95 per cento delle uscite di un club. Altro problema è rappresentato dalla manipolazione contabile. A partire dagli anni ’90, il debito complessivo delle squadre europee si è attestato a circa 15 miliardi di euro, il tutto perché si è andati a valutare il giocatore come un bene effettivo dell’azienda, da mettere in bilancio. In soldoni, il giocatore fa parte del bilancio dell’azienda, il che è fondamentalmente sbagliato. Non ci si può affidare a un elemento volubile e volatile come una persona.
PLUSVALENZA? ANATEMA – Altro problema, conosciuto bene da noi amanti del calcio italiano, è rappresentato dal concetto di “plusvalenza”. Un club compra un giocatore a 50 e lo rivende a 100. Quel guadagno servirà a ripianare una parte del deficit. Questo porta le squadre a comprare dei giocatori messi in vendita a più del loro prezzo reale, come i 94 milioni di euro per Cristiano Ronaldo o i 42 dell’affare Pastore – PSG. E’ un po’ come il discorso dei mutui subprime. Finché il giochino regge, son tutti felici. Quando cominceranno a mancare i soldi, tutto il castello crollerà con un gran fragore.
ARRIVA PANTALONE – Terzo problema, l’arrivo nel mondo del pallone dei “patroni”, gente che investe soldi senza alcuna logica industriale, spesso solo per valorizzare la propria immagine. Il risultato finale la turbativa del mercato e dalla crescita della bolla speculativa. Viene in mente il Paris Saint Germain, ma Malaga e Manchester City non sono certo da meno. Risuonano in questo caso le parole di Mircea Lucescu, allenatore dello Shakthar Donetsk, squadra di calcio ucraina presieduta da Rinat Akhmetov, uno degli imprenditori più ricchi del mondo: “Noi abbiamo molti soldi, ma non stiamo a fornire la pensione dorata a qualche prima donna. Lo Shakthar deve diventare grande passo dopo passo, con investimenti nel settore giovanile e nella crescita dei campioni. Non abbiamo soldi da buttare”. Così facendo hanno vinto già una Coppa Uefa. Tanto per dire.
SOLUZIONI – Detto questo, le squadre europee riusciranno a gestire la patata bollente del fair play finanziaro? Platini sa che deve andare incontro a due problemi: il primo è quello degli stipendi, il secondo l’applicazione delle regole. Che succede se i grandi club non rispetteranno le indicazioni dell’UEFA? Il calcio per sopravvivere ha bisogno di un tetto salariale, come sta succedendo ora in NBA. Altro punto da affrontare, la fine del “mercato”. Basta studiare guadagni sui giocatori. Potremmo pensare a un sistema simile ai draft dell’NBA, anche per avere maggiore equilibrio. Certo, il rischio è sempre dietro l’angolo, con l’emigrazione in altri continenti, vedi Samuel Eto’o, finito all’Anzhi per uno stipendio faranoico e tanti saluti al calcio di livello, ma spesso si tratta di ragazzi a fine carriera, desiderosi d’incassare una pensione dorata. L’Europa è ancora il paradiso del calcio, ma dovrà controllarsi per non distruggersi.













MAGARI
MAGARI FOSSE…COSI NON ABBIAMO PIU’ ROTTURE DI SCATOLE TUTTA LA SETTIMANA E SPECIALMENTE LA DOMENICA….SIAMO STUFI DI CALCIO……