I comandanti che danno lezioni a Schettino
24/01/2012 - Rue89 ripercorre gli errori del capitano della Costa Concordia. E chiama gli esperti Come se il processo in Italia non bastasse. Mentre in Italia la Procura che indaga sul naufragio dell’isola del Giglio chiama in causa, oltre al comandante della
Rue89 ripercorre gli errori del capitano della Costa Concordia. E chiama gli esperti
Come se il processo in Italia non bastasse. Mentre in Italia la Procura che indaga sul naufragio dell’isola del Giglio chiama in causa, oltre al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, anche la compagnia navale a rispondere delle proprie responsabilità nella tragedia, la stampa estera continua a processare il capitano napoletano.
“CI VUOLE DISCIPLINA”- Rue 89 chiama gli esperti per spiegare gli errori di Schettino e la sua scellerata manovra di avvicinamento alla costa, culminata con l’urto contro uno scoglio e il conseguente profondo e lungo squarcio dello scafo, e che ha causato la morte di 12 persone e, probabilmente, di altre 21 che attualmente risultano disperse. “Ci vuole disciplina, preparazione, bisogna avere il controllo, essere pronti a reagire” – spiega al giornale francese il comandante di lungo corso Jean Marie Pladys parlando delle manovre compiunte non troppo distante dalla riva. “Lui non avrebbe dovuto essere giù a stringere le mani ai passeggeri – afferma Pladys – ma essere sul ponte”.
“FARE ATTENZIONE” – Un altro comandante, Pilippe Fichet Delavault, invece, racconta così la sua esperienza nell’avvicinamento alla riva tipiche della navigazione turistica: “In Norvegia, quando o deciso di avvicinarmi ai fiordi più belli, mi sono messo d’accordo con i funzionari, abbiamo monitorato i radar… è un lavoro di squadra. E soprattutto quando navigo un po’ stretto, sono con il mio secondo”. Erwan Loison, ex ufficiale, entra poi nel dettaglio del naufragio dell’isola del Giglio: “L’ordine di abbandono è stato dato troppo tardi”, dice. Rue89 riporta anche le dichiarazioni del comandante in pensione Mario Palombo, anch’egli interrogato dalla Procura di Grosseto, che ha etichettato Schettino come un capitano “troppo esuberante”.
COMANDANTI MODERNI - Fichet sottolinea, poi, i cambiamenti nel mestiere del comandante, sempre più manager e sempre meno uomo di mare. Alla sua figura è affidata anche l’immagine delle compagnie. Ma “stringere la mano a 700 turisti – dice il comandante francese – è già un evento raro, il compito è insormontabile per le navi da 4mila passeggeri”.













Forse verrà pubblicata la tesina scritta anni fa da schettino (mah!!! scritta??) con la quale ebbe accesso all’esame finale per “capitano di lungo corso”; si mormora che lo spunto per quella importante prova scritta glielo diede Orietta Berti con la canzone “fin che la barca và”!
Da qualche parte manca un “h” …
Malattia rara..” schettinia acuta..” alla visita biennale sarà ora d’obbligo fare ulteriori esami medici..prima di salire a bordo navi per lavorare
sono indignato da questa voglia di processo in piazza di certa stampa e televisioni, se scettino ha colpe o se ha commesso degli errori lo vedra il tribunale .
In Norvegia, quando o deciso di avvicinarmi
manca un’acca
Vado per mare da 27 anni, dico che ci vuole rispetto per le vittime, certo, ma anche per un uomo per un “Comandante” lasciato solo ora e forse anche durante il sinistro . Aspettiamo i risultati delle indagini prima di dare fiato alle corde vocali!!!
é vero che ha sbagliato la manovra che quasi tutti sapevano venisse fatta e che purtroppo è costata la vita di molte personeAdesso si sta assistendo ad un lingiaggio vergognoso da parte di persone che oltretutto forse non sanno nulla di mare.Schettino paga soprattutto la credibilità perchè se durante le prime cumunicazioni avesse ammesso il danno non sarebbe cambiato nulla per l’abbandono della nave che sarebbe
avvenuto quasi sicuramente con i stessi tempi e visto che non vi erano più scialuppe forse la
sua presenza era quasi più importante in mare dove scendavano le persone.Pertanto finiamola con questi show televisivi e facciamo parlare chi indaga.
sono un ex sottufficiale della finanza di mare che nel 1971 ha partecipato al soccorso della HELEANNA e non posso pensare che il comadante schettino,che non conosco, non abbia fatto il proprio dovere anche se ha sbagliato.
concordo
Pur non essendo uomo di mare, faccio delle considerazioni: Schettino navigava a 8 nodi prima dell’impatto. E’ stato inganato dalle mappe e (forse) anche dal radar che non ha “battuto” la scogliera. La sua accelerata a 16 nodi era l’unica manovra possibile e non fatta per spavalderia. Con la nave senza motori, a quella velocita’ non si puo’ fermarla buttando le ancore, perche’ con la falla che aveva si sarebbe inclinata e affondata. Non poteva mettere le scialuppe a mare perche’ si sarebbero capovolte con l’impatto sull’onda. Quindi Schettino ha aspettato che la nave rallentasse il suo moto per fare la manovra con l’ancora. Arrestando la prua e facendo girare la poppa dall’altra parte.
ingannato (riprendete anche gli errori..) Inoltre non e’ sceso ma spinto da un marinaio (testimonianza messa a verbale) perche’ da quel lato la nave ebbe una forte inclinazione costringendo tutti a buttarsi in acqua. Anche il marinaio fini’ sul tetto della scialuppa al cui interno si trovavano i passeggeri. Per regolamento non si possono intralciare i soccorsi, quindi i passeggeri che scendevano dalla scaletta nominata da de falco nella telefonata, avevano la precedenza sulla risalita del comandante che resto’ ad operare da uno scoglio. Ma risalire per contare donne, bambini e uomini sembrava piu’ un quiz di mike bongiorno.