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Mario Draghi: la Bce continua il QE. Il suo possibile aumento a dicembre fa scendere lo spread sotto quota 100

Mario Draghi Bce

il presidente della Banca centrale europea interviene dopo il Consiglio direttivo svoltosi a Malta. Nell’incontro mensile dell’organismo decisionale più importante la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento dell’unione monetaria. Il principale tasso di rifinanziamento delle banche presso la Bce rimane al minimo storico dello 0,05%. Fermi anche il tasso sui depositi, che resta a -0,20%, e quello marginale, allo 0,30%. Nella conferenza stampa Mario Draghi ha spiegato come la Bce stia valutano una revisione del QE, preannunciando un suo possibile aumento a dicembre. Il presidente ha definito come proattiva e non attendista la posizione della Banca centrale europea. Il possibile incremento dell’acquisto dei bond ha scosso i mercati finanziari, con una rapida discesa del costo del debito per tutte le obbligazioni. Lo spread dei Btp decennali coi Bund tedeschi è tornato sotto quota 100, come non capitava da inizio marzo, quando è partito il ciclo di acquisti della Bce. Le aspettative di inflazione rimangono basse, e di conseguenza la Banca centrale diretta da Draghi rimane convinta di dover proseguire e nel caso aumentare lo stimolo monetario per perseguire la stabilità dei prezzi.

MARIO DRAGHI BCE LIVE

 15.18 Mario Draghi ha rifiutato di commentare le evoluzioni politiche in Portogallo e Spagna, limitandosi a rimarcare come l’instabilità politica non faccia bene all’economia, ma come sia parte della democrazia.

15.16 Mario Draghi ha insistito sulla capacità delle riforme strutturali di trasformare una ripresa ciclica, favorita da basso costo del petrolio e anche da politiche della Bce, in una ripresa strutturale. I Paesi dell’eurozona possono fare di più sotto questo punto di vista, anche se sono state introdotte diverse riforme strutturali.

15.13 Mario Draghi ha rivelato come alcuni membri del Consiglio direttivo abbiano spinto per adottare nuove misure di politica accomodante sin da oggi, ma questo tipo di richiesta è rimasto minoritario.

15.09 Mario Draghi reputa che per il momento, sia per il grado di interscambio che per gli effetti osservati, l’eurozona non sia particolarmente danneggiata dalla per ora limitata frenata cinese.

15.02 Mario Draghi, in merito a una domanda sull’economia di Malta, ha evidenziato come le divergenze all’interno dell’eurozona siano spiegate dal diverso grado di riforme adottate dai singoli Paesi.

15.00 Dopo l’intervento del vicepresidente Constancio, che ha difeso il contrasto all’inflazione troppo bassa per evitare l’aumento dei tassi reali, Mario Draghi ha spiegato come il QE sia costruito in modo tale da non aver problemi di “scarsità di bond” da comprare.  Al momento non si sono registrati questo tipo di problemi, visto che la Bce non ha comprato e non intenda acquistare “bond poco liquidi”. 

14.55 Per Mario Draghi contrastare l’inflazione troppo bassa è necessaria per stimolare l’economia e ridurre l’onore del debito. L’obiettivo della Bce è rispettare il suo mandato, che indica la stabilità dei prezzi con una crescita di circa il 2%.  

14.50 Forte legame tra l’andamento dei prezzi del petrolio e le aspettative di inflazione. Un aumento del petrolio potrebbe stimolare una crescita dei prezzi al consumo. Valutato anche un’ulteriore diminuzione del tasso sui prestiti marginali, ora allo 0,30%

14.45 Mario Draghi ha sintetizzato la posizione della Bce con un “lavora e valuta”, e non “aspetta e vedi”. Nella valutazione degli interventi la posizione dell’istituto di Draghi non è attendista ma proattiva.

14.43 Mario Draghi non risponde direttamente a una domanda sulla legge di Stabilità dell’Italia, rimarcando come può commentare solo la politica monetaria. Il presidente della Bce ha però ribadito l’importanza delle riforme strutturali, per passare da una ripresa ciclica a una strutturale.

14.42 Necessarie le riforme strutturali per beneficiare pienamente delle politiche monetarie accomodanti. Ribadita ancora una volta l’importanza del rispetto dei Trattati europei per il consolidamento fiscale.

14.40 Mario Draghi ha rimarcato come le misure di politica monetaria accomodante adottate dalla primavera 2014 abbiano migliorato l’erogazione dei prestiti a imprese e famiglie.

14.35 Mario Draghi ha evidenziato come le tensioni provenienti dai mercati emergenti rendano fragile la crescita dell’economia. Ci sono rischi che potrebbero rallentare l’aumento dell’inflazione verso il 2% perseguito dalla Bce. I future del petrolio indicano una crescita dei prezzi, però moderata. Il calo del petrolio può stimolare i consumi delle famiglie, ma al momento le aspettative di inflazione sono ancora basse e lontane dal target.

14.32 Mario Draghi ha sottolineato come il programma di acquisti sia flessibile per dimensione, composizione e durata. Possibile quindi un suo ripensamento per rafforzarlo.

14.31 Mario Draghi rimarca la persistenza dei fattori che stanno spingendo l’inflazione lontana dall’obiettivo del 2%. Nel prossimo Consiglio direttivo nuova discussione sulle sue cause. Bce pronta a utilizzare tutti gli strumenti possibili, e a valutare un rafforzamento della politica accomodante , che continuerà. A dicembre nuovo esame.

Il Consiglio direttivo della Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento, come d’altronde era elle attese.   Nella conferenza stampa Mario Draghi chiarirà quale sarà la strategia della politica monetaria nell’eurozona: la crescita è ancora piuttosto debole, l’economia mondiale sta frenando e l’inflazione non riparte.  A settembre c’è stato di nuovo un andamento negativo di meno 0,1%. L’obiettivo di un aumento dei prezzi di poco inferiore al 2%, come da statuto Bce, è ancora molto lontana. Possibile un’estensione del Quantitative easing. Il ritmo degli acquisti dei bond sovrani si è finora mantenuto costante, ma potrebbe essere accelerato per stimolare una ripresa inflazionistica. Una misura che però piace poco alla Germania, così come all’anima più ortodossa del Consiglio direttivo. La Bce deve inoltre considerare quali saranno le strategie della Federal Reserve. La banca centrale america è intenzionata ad aumentare i tassi di interesse, dopo averli portati a zero sin dallo scoppio della crisi finanziaria. Una decisione però frenata dalla debolezze delle economie emergenti, che potrebbero soffrire l’aumento del costo del denaro visti i molti debiti contratti in dollari.

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