Francesco Schettino: “Sono stato frainteso”

24/01/2012 - I verbali dell’interrogatorio del capitano raccontano la sua versione dell’incidente della Costa Concordia Il comandante De Falco della capitaneria di porto ha ‘frainteso’ le parole del comandante Francesco Schettino, credendo che questi non volesse ritornare sulla nave. Lo sostiene lo

     
 

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I verbali dell’interrogatorio del capitano raccontano la sua versione dell’incidente della Costa Concordia

Il comandante De Falco della capitaneria di porto ha ‘frainteso’ le parole del comandante Francesco Schettino, credendo che questi non volesse ritornare sulla nave. Lo sostiene lo stesso Schettino, secondo quanto emerge dalla lettura dei verbali di interrogatorio riportati dall’Adn Kronos.

FRAINTESO, FRAINTESO – ‘Ma sicuramente, pero’ quello che io gradisco dire -afferma Schettino rispondendo ai pm- il comandante della sala operativa (De Falco, ndr) credo che abbia frainteso, abbia capito che non ci volevo andare, io ho detto: ‘guarda, non ho i mezzi per andarci’, se lui mi incoraggiava, diceva: ‘comandante abbiamo l’elicottero qua, la facciamo portare a bordo’, io gli ho detto: ‘ma come ci vado a nuoto?’, lui poteva… cioe’ c’e’ stata una preclusione a prescindere -dichiara Schettino- come se io veramente non ci fossi voluto andare’.

NIENTE GIUBBOTTO – Il comandante a testimonianza di questa sua intenzione spiega ai pm che lo interrogano che non indossava il giubbotto di salvataggio, confermando di essere ‘scivolato’ nella scialuppa che lo portera’ a terra, sullo scoglio. ‘Tra l’altro -dice Schettino rispondendo ai pm, secondo quanto si puo’ leggere nei verbali di interrogatorio- io non avevo neanche il giubbotto di salvataggio attenzione eh, cioe’ io non avevo il giubbotto di salvataggio perche’ non era mia intenzione abbandonare la nave, possiamo chiederlo a tutti… Tutti quanti avevano indossato i giubbotti di salvataggio per me… Cioe’ la mia vita in quel momento era distrutta, cioe’ a me non mi interessava piu’ il giubbotto’.

IL TEST - Il test tossicologico su comandante della Costa Concordia Francesco Schettino non e’ ancora partito e quando lo sara’ occorreranno trenta giorni. Un mese e’ infatti il tempo che si e’ preso il professor Marcello Chiarotti, il perito nominato dalla Procura di Grosseto, per dire se il comandante della ‘Costa Concordia’ abbia assunto sostanze stupefacenti in un periodo piu’ o meno medio antecedente il naufragio. L’accertamento tecnico sara’ avviato a partire da giovedi’ 26 nel laboratorio dell’Istituto di Medicina legale della Cattolica di Roma. I reperti interessati saranno il capello prelevato a Schettino martedi’ 17 e il campione di urine dello stesso comandante raccolto nella stessa circostanza.

L’EPOCA ANTECEDENTE - Il pm chiede al consulente tecnico nominato se vi sia stata assunzione da parte di Schettino di sostanza stupefacente “in epoca antecedente il sinistro”, riferendo in particolare, se possibile, “sull’efficacia stupefacente della sostanza e in genere sullo stato di alterazione fisica e psichica correlato all’uso di tale sostanza al momento dei fatti”. Il pm ha autorizzato che per il compimento degli accertamenti “potra’ essere esperito ogni esame specialistico e di laboratorio”. All’accertamento prenderanno parte anche consulenti di parte: quello della difesa di Schettino, ancora non nominato; quello del Codacons, che il presidente Carlo Rienzi oggi in Procura ha indicato in Settimio Grimaldi, chimico biofisico del Cnr, e in Marco Cannavicci, medico legale. Il perito nominato dal pm potra’ svolgere eventuali accertamenti strumentali ed essere coadiuvato da personale tecnico specializzato in questo tipo di accertamento.

     
 

24 Commenti

  1. frafra scrive:

    si , si niente di più facile

  2. giorgio scrive:

    In Italia,in galera ci vanno solo quelli che rubano per fame.Scettino paghera’ la sua piccola parte di colpe,e tra due tre anni ,se vorra’,potra’ tornare a navigare .La storia dei disastri ne e’ piena.I superstiti prenderanno 4 spiccioli, e per i morti ,8 sempre spiccioli.Una cosa e’ certa:se dopo l’impatto non ci fosse stato quel venticello da nord/est,che ha permesso al Concordia di andare ad incaglirsi da sola sola sopra i scogli.Diversamente,la nave,di li a poco sarebbe colata a picco,con la carena rivolta in alto su un fondale di 100 metri.Si sarebbero salvati solo dei giovani e bravi nuotator……La paura, il freddo ,l’ipotermia…sarebbe stata una strage.Che culo questo Schettino!!!

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