L’ultima trappola di Ignazio Marino

Chi pensava che le dimissioni di Ignazio Marino segnassero la parola fine alla soap di Roma, sbagliava di grosso. A quanto pare, infatti, il bello inizia adesso. I venti giorni più lunghi della Capitale sono infatti conditi da conti, minacce velate, conferenze stampa sibilline e rese dei conti. Ne parla il Messaggero

LA TRAPPOLA

Una narrazione che fa impallidire Suburra, ma anche House of cards, quella di Canettieri sul Messaggero

La guerra è totale. Di nervi e di parole. E soprattutto di prospettiva: in ballo c’è la campagna elettorale. Ignazio Marino è pronto all’ultima sfida prima di lasciare il Campidoglio: presentarsi in Aula Giulio Cesare, istituzionalizzare la crisi e vedere se il Pd, il suo (ex?) partito è pronto a impallinarlo. «Insieme alla destra e ai grillini», fa notare con un pizzico di perfidia Alessandra Cattoi, la vestale del marinismo

Insomma, si va alla “pugna”

il Pd non ha la minima intenzione di cadere nel tranello dagli effetti devastanti. «Ignazio vuole seguire la strategia di Sansone, ma i non saremo i suoi filistei». Perché? Basta immaginare la scena: consiglio comunale, l’esercito di ”Ignazio resisti” in piazza del Campidoglio con cartelli e fischietti, sopra, in Aula, lo show down del marziano defenestrato

Chi ha in mano la palla nel Pd? Sicuramente non Renzi, che è stato ben attento a tenersi fuori dalla faccenda

La pratica è nelle mani di Matteo Orfini, commissario del Pd, che afferma: «Faremo di tutto per evitare passaggi in Aula che non servono a nessuno, la posizione è netta, la storia è chiusa».

Forse

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