“Se non ti laurei entro 28 anni sei uno sfigato”
24/01/2012 - Il sottosegretario Martone alla sua prima uscita pubblica “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei
Il sottosegretario Martone alla sua prima uscita pubblica
“Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni e’ bello, perche’ vuol dire che almeno hai fatto qualcosa”. Cosi’, in occasione della sua prima uscita pubblica, il viceministro del Lavoro Michel Martone, intervenuto alla presentazione del nuovo contratto di apprendistato della Regione Lazio.
CHI E’ MARTONE – Di Michel Martone si era parlato molto all’epoca della sua nomina. Il Corriere della Sera aveva ricordato il suo essere enfant prodige:
Il suo curriculum accademico, tutto in rete, indica che Michel Martone è professore ordinario di Diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Teramo, docente stabile presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, professore incaricato di Diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma, Luiss Guido Carli. Sempre nell’Università romana di Confindustria insegna anche Politiche di gestione e risoluzione dei conflitti sociali presso la School of Government, nell’ambito del master universitario in Affari Politici Italiani. Martone è stato consigliere giuridico del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
I trascorsi con Brunetta hanno sollevato più di qualche dubbio:
Martone è stato consigliere giuridico del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. E sul suo blog, Ivan Scalfarotto racconta la storia di quella nomina, proprio ricorrendo a un libro di Pietro Ichino. “Alle pagine 32/34″, scrive Scalfarotto, “si legge che il giovane docente è il figlio di Antonio Martone, ex avvocato generale della Cassazione scelto dal ministro Brunetta per la presidenza del Civit (“Commissione per l’integrità, la valutazione, la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”). E mentre il padre veniva scelto per l’alto incarico il figlio riceveva dal medesimo ministro una bella consulenza per l’importo di 40 mila euro. Il punto non è tanto il costo, nemmeno troppo esoso (ma Ichino pensa il contrario, ndr): il punto è che mentre il padre doveva valutare la pubblica amministrazione, il figlio riceveva una consulenza dal ministro che doveva essere valutato”.
TUTTA LA STORIA - L’attacco di Ichino fu molto diretto:
“Ichino”, continua Scalfarotto, “all’epoca presentò anche un’interrogazione a cui prima il portavoce del ministro (ufficiosamente), poi il ministro (ufficialmente) risposero sdegnati”. Martone scrisse a Ichino dicendo “Non ho pensato di rinunciare all’incarico dopo la nomina di mio padre perché francamente non ne vedevo, e non ne vedo, la ragione”, e Ichino scrisse sul suo sito che a) la consulenza era “gravemente inopportuna” e b) il suo costo (40mila euro) era “inopportuno visto il tema di nessuna urgenza e di poco apprezzabile rilievo, quale quello dei problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di Paesi terzi”. “Anche la Civit”, scrisse Ichino, “dovrebbe vigilare sulla trasparenza dell’operato delle amministrazioni pubbliche: ritiene dunque l’Autorità indipendente che in questo caso il principio di trasparenza sia stato applicato in modo corretto?”













A leggere il curriculum dell’illustre cattedratico e commis d’etat, la vera “sfiga” sembrerebbe non chiamarsi Martone.
Con la faccia da purga che si ritrova cosa vi aspettavate che dicesse.
Questo signorino fa il paio col Trota del senatur. Qualcuno gli spieghi che se non avesse avuto quel cognome non sarebbe lì seduto a prodigar anatemi e non sarebbe neanche stato in università dai baroni delle cattedre…..con una faccia così neanche da stagista non retribuito lo inserirebbero.
CHI SE NE FREGA DI QUANDO CI LAUREIAMO? TANTO QUI IN ITALIA LAUREA O NON LAUREA SIAMO A SPASSO LO STESSO!! Caro il mio Michel, tu, a guardarti bene, sei sfigato anche così.