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Spara al ladro e lo uccide: polemiche per la fiaccolata sotto casa del pensionato di Vaprio D’Adda

Fa discutere la vicenda di Francesco Sicignano, il pensionato di 65 anni di Vaprio D’Adda, in provincia di Milano, accusato di omicidio volontario dopo aver sparato a un ladro, un 28enne rumeno, che si era introdotto in casa sua. Dopo la formulazione dell’accusa sotto la casa dell’uomo ha avuto luogo una fiaccolata, organizzata da Fratelli D’Italia, alla quale hanno partecipato anche molti concittadini del pensionato il quale, a un certo punto, è uscito sul balcone per salutare. Un gesto, questo, che ha fatto molto discutere, innescando nuove polemiche.

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«NON VOLEVO CHE MORISSE» –

Francesco Sicignano ha dichiarato di non aver sparato per uccidere: quel colpo di pistola l’avrebbe esploso per paura, come racconta Il Messaggero:

«Mi sono spaventato, mia moglie dormiva. E nell’appartamento di sotto, con mio figlio e mia nuora, ci sono due bambini piccoli». Dice che non ha neppure fatto in tempo a capire quel che stava succedendo: un’ombra gli si avvicinava, si è alzato, ha sparato. […] Quelli che abitano in zona sostengono di aver sentito almeno cinque colpi, lui è certo di averne esplosi solo tre. Uno contro il ladro morto, gli altri due dal balcone: «Ma ho sparato in aria perché ho visto che c’erano altre persone. Volevo spaventarli per farli scappare». Poi è rientrato e si è accorto che «l’ombra» a cui aveva sparato in casa era un ragazzo, adesso disteso sul pavimento. Ed è proprio questo che non convince i magistrati visto che il cadavere del giovane romeno è stato trovato sulle scale, fuori dall’appartamento.

(Photocredit copertina: CorriereTv)