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Pensioni: Boeri contro Renzi: “4 su 10 sotto i 1000 euro al mese”

Pensioni. Il 45 per cento dei pensionati italiani, sei milioni e mezzo di persone hanno un assegno mensile inferiore ai 1000 euro. E’ impietoso il contenuto del bilancio sociale Inps 2014 in cui emerge che di questi, il 12,1 per cento, pari a 1,88 milioni di pensionati, ha un assegno inferiore ai 500 euro. Il Presidente dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, Tito Boeri, è intervenuto accusando l’esecutivo di “immobilismo” nei confronti dei pensionati nell’ultima Legge di Stabilità.

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ANSA/CLAUDIO PERI

PENSIONI, BOERI: “LA LEGGE DI STABILITA’ POTEVA ESSERE UTILE PER L’ULTIMA RIFORMA”

Secondo Boeri la Legge di Stabilità 2016 poteva essere utile per l’ultima riforma delle pensioni. Invece nel testo sono presenti “interventi selettivi e parziali, che creano asimmetrie di trattamento”. L’assenza di correttivi, ha continuato Boeri, potrebbe portare “a ulteriori misure parziali che sono tra l’altro molte costose. Spero che nel 2016 ci sia un intervento sul sistema previdenziale organico, strutturale e definitivo”. Il bilancio sociale Inps si è anche occupato degli effetti della riforma Fornero che ha portato nel 2014 a 560.000 nuove pensioni liquidate, con un decremento rispetto allo scorso anno sia nel numero sia nell’importo erogato.

PENSIONI, DIMINUISCONO QUELLE DI VECCHIAIA

Le nuove pensioni di vecchiaia ammontano a 131.641 unità, con un decremento del 12,6 per cento ed una riduzione della spesa annua del 9,9 per cento a 1,4 miliardi di lire. Aumenta invece il valore medio dell’assegno, di circa il 3 per cento. L’età media per le pensioni di anzianità per i nuovi pensionati nel 2014 si è attestata a 59,7 anni tra i privati, a 61,3 nel pubblico a 60,2 tra i lavoratori autonomi. Anche per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia c’è stato un aumento dell’età. Secondo quanto riportato da Repubblica la mediana dei privati è di 64,9 anni nel settore privato, 65,3 anni nel settore pubblico e 66,2 anni per i lavoratori autonomi.

 

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PENSIONI, AUMENTANO NEL 2015 GLI ASSEGNI DI ANZIANITA’

Nel 2015 invece, sempre secondo l’Inps, si è assistito ad un’impennata delle pensioni di anzianità erogate tra gennaio e settembre: 109.796, un numero dovuto in larga parte all’ingresso tra i beneficiari di molti di coloro che sono rimasti fuori per via della riforma Fornero, le vittime dello “scalone” del 2011 che hanno subìto l’aumento dei requisiti contributivi per il diritto alla pensione anticipata. Nel 2015 un numero consistente di soggetti ha potuto raggiungere la maggiore anzianità richiesta per questo tipo di trattamento. L’ “opzione donna”, ovvero la possibilità per le donne di lasciare in anticipo il lavoro a 58 anni con 35 di contributi ha fatto impennare le domande.

PENSIONI, DIMINUISCONO I DIPENDENTI PUBBLICI

L’Inps ha anche certificato una diminuzione dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato finiti sotto quota 3 milioni, con un calo di 90.000 unità rispetto al 2013. Nel 2011 erano 3,23 milioni e con il blocco del turn over sono diminuiti di quasi 300.000 unità. Relativamente agli ammortizzatori sociali, il flusso di lavoratori in cassa integrazione è stato di 1,2 milioni con un calo del 21,3 per cento rispetto al 2013. La spesa complessiva è stata invece di 22,6 miliardi con una riduzione del 4,2 per cento rispetto al 2013. Compresi i contributi figurativi per la cig si sono spesi 6,1 miliardi. Per le indennità di disoccupazione sono stati spesi 13,1 miliardi mentre la mobilità ha richiesto 3,4 miliardi.

(Photocredit copertina ANSA / CIRO FUSCO)