|

Le 7 strategie di Ignazio Marino per non mollare la poltrona di Sindaco di Roma

«Non ho mai utilizzato denaro pubblico a scopo privato, semmai il contrario». Ignazio Marino prepara il contrattacco in una conferenza stampa convocata in Campidoglio e durata appena 6 minuti. «Sono stato ascoltato come persona informata sui fatti e non sono indagato. Mi sono dimesso da sindaco per un estremo rispetto dell’autorità giudiziaria, dinanzi alla quale volevo presentarmi da dimissionario, per spiegare i fatti relativi agli esposti che mi riguardano». Poi ha puntato il dito su chi lo aveva accusato: «Gli esposti presentati da M5s e FdI sono vergognosi, fatti da persone ignoranti o in malafede. Uno degli esposti parlava di spese di lavanderia: basta informarsi meglio per comprendere che non si tratta di spese personali, ma per lavare gli abiti storici di Vitorchiano che il Comune utilizza per ricevere gli ospiti illustri» ha concluso il sindaco.

LA STORIA –

La storia è semplice: Marino non è indagato. La procura archivia il fascicolo. Marino ritira le dimissioni.

Come ha ripetuto lui stesso ben quattro volte in sei minuti, la legge consente 20 giorni di tempo per ripensarci dal momento della firma e consentire al sindaco di resuscitare proprio nel giorno dei morti, il 2 novembre. Se questo è vero, è altrettanto verosimile che il Pd stia escogitando un contrattacco e che gli assessori della maggioranza potrebbero dimettersi in blocco facendo cadere una volta per tutte la giunta. Come agirà Marino? Abbiamo ipotizzato alcuni scenari strategici d’alto spessore politico.

1) “Un hacker ha fatto sparire la lettera di dimissioni dall’archivio del Comune”
Una tattica già collaudata potrebbe essere l’ideale. Ignazio ci aveva già provato quando era finito nell’occhio del ciclone per la questione delle multe non pagate dichiarandosi “Vittima di un hacker” che aveva violato il server del Campidoglio. Se la prima volta non aveva funzionato questa volta potrebbe andare meglio. Ma anche no.

2) Vestirsi da Trombettiere di Vitorchiano e guidare l’assalto alla conquista del Campidoglio
Per quale motivo il sindaco avrebbe portato in lavanderia gli abiti storici di Vitorchiano? È abbastanza chiaro che stia tramando qualcosa e non si può assaltare il Campidoglio con le uniformi sporche. Il costume da Trombettiere di Vitorchiano sembra essere la scelta più idonea.

3) “Scusate ho dimenticato la macchina nel parcheggio del Campidoglio”
Dopo aver dimenticato la famigerata Panda rossa nel parcheggio del Senato senza essere senatore potrebbe dimenticarla anche nel parcheggio del Campidoglio senza essere sindaco: “Scusate, ho dimenticato la macchina nel parcheggio, aprite” per poi barricarvisi a tradimento.

4) Si veste da Papa e si auto-invita in Campidoglio
Qualora la tattica del costume da trombettiere dovesse fallire c’è sempre il piano B. Se i trombettieri possono essere ospiti rumorosi e sgraditi, nessuno rifiuterebbe un suggerimento del Santo Padre. “HO invitato il sindaco Marino, chiaro?”.

5) Aspetta il 21 Ottobre 2015 e torna indietro nel tempo
La data (21 ottobre 2015) veniva inserita all’interno della macchina del tempo di “Ritorno al Futuro 2”, la saga di Robert Zemeckis: nella DeLorean. A bordo c’erano Marty McFly, la fidanzata e Doc. La DeLorean però può trasportare fino a 4 passeggeri. Marino tornerà indietro per cambiare il corso degli eventi?
6) Chiede a Tarzan di occupare il Campidoglio al posto suo
Tarzan, al secolo Andrea Alzetta, è un ex consigliere comunale, militante di Action e tutor in una coperativa di ex detenuti è maestro di full contact al centro sociale Corto Circuito. Teorico delle occupazioni ha decine di denunce a suo carico per occupazione abusiva, violazione di domicilio, invasione e devastazione di edificio, blocchi stradali e resistenza a pubblico ufficiale. A suo carico anche una lettera firmata da Papa Francesco in persona che lo incita alla resistenza. Chi meglio di lui potrebbe restituire allo sfrattato il vecchio alloggio?

7) “La firma sulle dimissioni non è la mia”
Se tutto dovesse andare storto c’è sempre la tattica del negare sempre e comunque. “Quelle firme non sono le mie”. Ma anche questo è già stato fatto.