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ExTelecom: problemi per un maxi-sgombero a Bologna

 

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sugli sgomberi delle occupazioni abitative, la città si è svegliata con la notizia dello sgombero del grande palazzo che fu di Telecom e che ora è di un fondo d’investimento, che lo tiene vuoto e abbandonato proprio di fronte alla nuova sede del Comune di Bologna.

L'edificio sgomberato (rosso) si trova proprio di fronte alla nuova sede del Comune di Bolonga
L’edificio sgomberato (rosso) si trova proprio di fronte alla nuova sede del Comune di Bolonga

 

LO SGOMBERO DI FRONTE ALLA SEDE DEL COMUNE –

L’edificio sotto sgombero ospita più di 200 persone, tra le quali numerose sono le famiglie con minori, circa un’ottantina, che vi hanno preso alloggio dal dicembre dello scorso anno. L’operazione di sgombero è però resa difficoltosa sia dalla resistenza degli occupanti che per l’afflusso di persone solidali con l’occupazione, che nel corso della mattinata sono andati montando di numero e che potrebbero diventare ingestibili da parte delle forze dell’ordine, che pure in mattinata hanno provato una carica d’alleggerimento ferendo una persona.

CI ABITANO 80 FAMIGLIE DA UN ANNO –

Alcune decine di persone, anche alcuni bambini, si sono rifugiati sul tetto del palazzo. Hanno con sé oggetti come pneumatici e pentole, che percuotono per protesta. Nell’immobile vivevano da dieci mesi quasi 200 persone, con diversi minori, alcuni nati anche durante l’occupazione abusiva. Le forze dell’ordine, impegnate con circa 200 uomini, sono entrate e hanno trovato alcuni bimbi con le madri, ma molti occupanti sono appunto sul tetto. Diverse strade intorno al palazzo occupato sono state chiuse dai blindati, ma questo non ha impedito l’afflusso di altre persone, alle quali si dovrebbero aggiungere i partecipanti a un corteo partito dalla zona universitaria.

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SGOMBERI E POLEMICHE A BOLOGNA –

All’interno del palazzo sono invece presenti alcuni assistenti sociali, anche se non è chiaro quali soluzioni alternative siano state predisposte, perché il Comune per ora è barricato sulla linea del no comment. Nei giorni scorsi si era alzato il tono della polemica dopo un sgombero portato a termine daglla polizia senza neppure avvisare i servizi sociali, nonostante la presenza di bambini. Una polemica che sottolinea l’inusuale attivismo di tribunale e questura nel mettere in campo iniziative che vanno chiaramente a mettere in difficoltà l’amministrazione, come ad esempio l’accogliere una denuncia contro l’assessore ai servizi sociali Amelia Frascaroli, rea di aver detto che le occupazioni hanno un valore sociale riconosciuto e una storia che non è una storia criminale. Assessore che in queste ore sta osservando le operazioni di sgombero dalle vetrate della prospiciente sede comunale