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Internet veloce, presto il piano per la banda ultra larga (che riguarda anche Enel)

A Palazzo Chigi si continua a lavorare per il piano per la banda ultra larga. Sul tema di Internet veloce prima dell’estate si era quasi arrivati ad un decreto ad hoc, poi arenatosi a breve passo dal Consiglio dei Ministri. La questione è stata nuovamente affrontata ieri. Il premier Matteo Renzi ha ripreso infatti i colloqui con le aziende private. Ieri il capo del governo ha incontrato il numero uno mondiale di Vodafone Vittorio Colao e l’ad italiano Aldo Bisio. Domani potrebbe toccare all’ad di Enel Francesco Starace. Ne parla Massimo Sideri sul Corriere della Sera:

«Il piano per la banda ultra larga di Enel sarà operativo entro la fine dell’anno» aveva detto a settembre Starace. Fonti vicine al manager confermano che il progetto «si fa». Ma ciò che è cambiato è l’approccio. Come ha sempre sottolineato Starace il gruppo non ha nessuna intenzione di rientrare nel business delle telecomunicazioni dopo l’esperienza di Wind e si tratta solo di portare fibra spenta con i nuovi contatori intelligenti nelle case di 33 milioni di italiani (nella sostanza la rete telefonica entrerebbe grazie all’Enel in casa).
Ma certo se Starace riuscisse ad avere rassicurazioni da Vodafone e Wind sull’accensione commerciale della fibra il business Plan cambierebbe radicalmente e l’Enel acquisirebbe una posizione intermedia: non operatore telefonico ma nemmeno soggetto passivo. Ed è in questa direzione che le tre aziende stanno lavorando in queste ore. L’infrastruttura alla fine potrebbe essere la somma di differenti reti e diverse soluzioni.

Altra soluzione presa in considerazione è quella di consentire agli utenti di usufruire del servizio di diverse società con un unico filo. Continua Sideri sul Corriere:

Peraltro, un’opzione su cui si sta ragionando a livello di operatori è quella di Alcatel Lucent chiamata Twdm point. Si tratta di una tecnologia lanciata nel 2012 ma che solo ora è entrata in fase di lancio commerciale: la Twdm Point che permette agli operatori di condividere il rischio è il costo della fibra fino all’appartamento (Ftth). Nella sostanza con un unico filo si potrebbe permettere il passaggio di 4 differenti società con una separazione della frequenza dedicata.

(Foto di copertina da archivio Ansa)