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Canone Rai in bolletta, le simulazioni: «Poteva essere abbassato fino a 80 euro»

Dal prossimo anno il canone Rai, abbassato a 100 euro (95 nel 2017), si pagherà a rate con la bolletta elettrica. Il governo Renzi ha inserito il provvedimento nella legge di Stabilità che sarà discussa ora dal Parlamento. Come spiega Marco Biscella sul Sole 24 Ore, la norma permetterà alla Rai di recuperare parte del gettito negli anni scorsi evaso. E ai contribuenti di pagare di meno.

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Eppure, spiega il giornalista del quotidiano economico, il governo avrebbe potuto abbassare ancor di più la quota della tassa da pagare. Fino a 80 euro. Il motivo? Basta leggere i dati 2014 e fare qualche simulazione, come fatto da Stefano da Empoli e Gloria Marcotullio di I-Com Energia.

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CANONE RAI IN BOLLETTA, LE SIMULAZIONI –

Lo scorso anno a Viale Mazzini è stata incassata una cifra pari a 1,59 miliardi di euro con il canone fissato a 113 euro, pagata da circa il 75% dei contribuenti. Ovvero, con un tasso di evasione attorno al 25%. Le bollette elettriche sono in media invece non pagate dal 5%. Spiega il Sole24Ore:

«Prendendo come parametro il numero di famiglie italiane al 2015, I-Com ha stimato che il governo avrebbe potuto abbassare il canone fino a 80 euro, anche tenendo conto, in via cautelativa, di una morosità più elevata sulle bollette elettriche (dal 5% al 10%, cioè almeno il doppio dei livelli attuali) e remunerando gli operatori elettrici con un aggio del 2 per cento. Tradotto in cifre: con un canone a 80 euro, il gettito sarebbe pari a 2,03 miliardi in caso di morosità al 5% e a 1,83 miliardi con una quota di non paganti del 10%: in entrambi i casi un gettito ben superiore a quello Rai dell’anno scorso (1,59 miliardi). Ora, con i 100 euro previsti dalla legge di Stabilità, si andrà oltre i due miliardi e mezzo di euro. Un canone Rai di 80 euro incide comunque per il 13,5% sulla spesa annuale dell’utente elettrico medio. Come avverte il presidente di I-Com, Stefano da Empoli, il trasferimento alla bolletta elettrica «aumentebbe ulteriormente il peso delle componenti fiscali e parafiscali in bolletta e diminuirebbe di converso la componente di mercato, che potrebbe arrestarsi tra il 39,6% e il 40,5% dell’intera bolletta annuale (in base ai criteri di versamento del canone), nel caso di una famiglia con consumi pari a 2.700 kWh/anno».