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Frode allo Stato: 27 indagati per il balcone crollato nelle CASE a L’Aquila

Sono 27 gli indagati che emergono dalle indagini seguite al crollo di un balcone nelle case per i terremotati costruite a L’Aquila. Indagini dalle quali sono emerse truffe e lavori non corrispondenti ai capitolati.

Photocredit: Video/Mediaset
Photocredit: Video/Mediaset

37 AVVISI DI GARANZIA PER LE «CASE» A L’AQUILA –

La Procura ha emesso 37 avvisi di garanzia a conclusione delle indagini preliminari relative al crollo dei balconi del Progetto C.A.S.E di Cese di Preturo, sei dei quali rivolti agli aquilani Lucio Nardis, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, Carlo Cafaggi e Marco Balassone. Il Centro riporta l’elenco completo degli indagati:

Dolce Mauro (Capo Dipartimento della Protezione Civile), Sabato Sergio, Bonadies Dino, Delfanti Paolo, Calvi Gian Michele, Vitalini Stefano, Tosello Alessandro, Frau Fabrizio, Spadaro Luigi, Coccia Antonio, Damiani Alberto, D’Adamo Michele, Pinto Paolo Emilio, Cosenza Edoardo, Manfredi Gaetano, Zanon Paolo, Moroni Claudio, Pagani Luca, Aloise Emilia, Tuccillo Francesco, De Angelis Mastrolilli Carlo, Dragone Davide, Vacca Paolo, Paraboschi Giampaolo, Serena Fabio, Gandolfi Roberto, Guarino Carmine, Odermatt Markus Alois, Amorosi Renato, Levorato Claudio, Chitis Wolf.

LA TRUFFA DELLE CASE PER I TERREMOTATI –

Diversi tra questi risultano inoltre accusati di frode ai danni della Protezione Civile e dello Stato, nonché di falsa testimonianza compiuta attestando la conformità dei lavori eseguiti. Vengono inoltre contestate le aggravanti del danno patrimoniale e di avere agito approfittando del grave disagio emergenziale generatosi a seguito del sisma del 6 aprile 2009, e per i pubblici ufficiali di aver commesso il fatto con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti alla funzione svolta.

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PER FORTUNA È CADUTO UN BALCONE A L’AQUILA –

Secondo il pubblico ministero infatti, i materiali utilizzati, e forniti dalla Societa Safwood Spa a Futuraquila non sono risultati conformi alle norme e prescrizioni dei relativi Enti di unificazione e formazione Uni, Cei, En, Iso; lo stesso legno utilizzato non presenta nessuna certificazione in merito all’idoneità; e i pannelli in legno multistrato non rivelano alcun tipo di collante, il che riduce sensibilmente la resistenza della struttura. Dalle indagini emerge anche la censura per i diversi impiegati comunali che non fecero assolutamente nulla anche una volta avvisati dei problemi posti dalla scarsa qualità delle costruzioni. Se non fosse crollato quel balcone, dando così enorme rilevanza al caso, probabilmente gli inquilini sarebbero ancora là a lamentarsi a vuoto.