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La rifugiata stuprata e messa incinta che imbarazza l’Australia

Scuote l’Australia la storia di una rifugiata somala stuprata e messa incinta nel campo di detenzione off shore di Nauru. La donna da giorni è «assistita» in maniera molto discutibile dal governo australiano, che l’ha riportata a Nauru.

Il centro di detenzione di Nauru 1
Il centro di detenzione di Nauru 1

STUPRATA E MALTRATTA DAL GOVERNO AUSTRALIANO –

La chiamano «Abyan» per proteggerne la privacy, è una rifugiata somala che ha visto riconosciuto il diritto all’asilo, ma che è ancora detenuta nell’orrido campo di Nauru, costruito su un’isola della piccola nazione del Pacifico, sulla quale gli australiani hanno costruito un campo di detenzione per migranti, che così non toccano il suolo australiano e non possono accampare pretese per quello. Il campo è finito sotto accusa da parte di una commissione senatoriale australiana e da diverse ONG, finora l’unico risultato è che le autorità di Nauru hanno incriminato alcuni esponenti di Sav The Children, accusati di fomentare disordini.

IL CAMPO DI NAURU È UNA VERGOGNA PER L’AUSTRALIA –

Vittima della realtà del campo, dove imperano violenza e stupri, anche di minori, Abyan è stata violentata ed è rimasta incinta e, quando è emersa la sua storia, è stata portata in Australia per procedere a un aborto. Poi, all’insaputa dei suoi avvocati, è stata riportata in fretta e furia con un volo a nolo a Nauru mentre invece era attesa a un’udienza, dove invece si è presentato un esponente dell’amministrazione annunciando che era stata deportata di nuovo a Nauru e quindi non più sotto la giurisdizione australiana. Dice il governo che avrebbe rifiutato l’aborto dopo essersi consultata con diversi medici, dicono i suoi avvocati che non è vero e che ha visto solo un’infermiera e che non c’era nemmeno un interprete. Dicono gli avvocati che è stata rispedita a Nauru ignorando un’intimazione di segno contrario e inspiegabilmente, visto che ormai le è stato riconosciuto lo status di rifugiata.

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LE RISPOSTE DEL GOVERNO AUSTRALIANO –

Il ministro dell’interno Peter Dutton ha detto poi che può essere riportata in Australia, ma che se finisce oltre il termine previsto dalla legge per abortire non potrà farlo, e ormai è già alla quindicesima settimana. Dicono i suoi avvocati che è stata trasferita di nuovo a Nauru per sfuggire alla giurisdizione delle corti australiane, perché l’outsourcing a Nauru ha anche questo vantaggio: se succede qualcosa di brutto nel campo di Nauru, peraltro gestito da contractor australiani su mandato di Canberra, è un problema della giustizia e delle leggi di Nauru. Leggi per le quali l’aborto è proibito, tra l’altro.