La lunga morte dell’otto per mille

23/01/2012 - Millecinquecento progetti rimasti orfani. Per le urgenze del governo Per la precisione sono 1562. Questo è il numero dei progetti per l’otto per mille che alla fine non hanno ricevuto fondi a causa del prosciugamento del settore nel 2011. Un

     
 

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Millecinquecento progetti rimasti orfani. Per le urgenze del governo

Per la precisione sono 1562. Questo è il numero dei progetti per l’otto per mille che alla fine non hanno ricevuto fondi a causa del prosciugamento del settore nel 2011. Un prosciugamento che è l’ultimo atto di un’emorragia iniziata più o meno undici anni fa.

LA DEFALCATA - Di raccontarci questi numeri si occupa Antonello Chierchi sul Sole 24 Ore: in undici anni, a fronte di un versamento da parte dei cittadini di 1,2 miliardi di euro, solo meno della metà è stata effettivamente erogata per gli scopi indicati dal contribuente. Il che rappresenta di per sé una bella violazione. Perché in questo modo cancella una precisa volontà del cittadino, avocando subito a sé la possibilità appena concessagli di utilizzare una piccola parte delle sue tasse per quello che ha deciso. L’otto per mille è il meccanismo che utilizza lo Stato per ripartire quella piccola percentuale di Irpef fra diversi scopi: quelli religiosi – che sono al di fuori, guarda caso, di questo conto – e quelli statali. Spiega Wikipedia:

Il governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet, dove è possibile sia consultare l’elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste. Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la missione militare italiana in Iraq (Missione Antica Babilonia). Detta decurtazione è stata aumentata a € 86.624.731 con la Finanziaria 2005, per le erogazioni dell’anno 2009, du cui alle dichiarazioni del 2006 sui redditi del 2005.

Ulteriori polemiche sono nate con la finanziaria del 2008. La restituzione di 60 milioni di euro alla loro finalità originaria era prevista nella legge finanziaria del governo Prodi, ma è stata cancellata dalla manovra di luglio del governo Berlusconi allo scopo di estendere a tutti i cittadini l’abolizione dell’ICI sulla prima casa. Nel 2010 per le somme destinate allo Stato nelle dichiarazioni dei redditi del 2007, relative ai redditi del 2006, la decurtazione è stata ridotta a € 7.461.241.

Questa una ripartizione datata 2004:

I dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nell’anno 2004 (relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001). Dove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro; sottraendo gli 80 milioni di euro che vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro che sono stati distribuiti in questo modo, per interventi straordinari negli ambiti stabiliti dalla legge:

44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico

24,73% calamità naturali

23,03% conservazione beni culturali civili

4,44% fame nel mondo

3,16% assistenza rifugiati

TANTE RICHIESTE, NIENTE SOLDI – In questo grafico del Sole è possibile apprezzare cosa è successo ai fondi negli anni:

La penalizzazione maggiore ha riguardato i beni culturali, che nel tempo hanno rappresentato i tre quarti delle richieste di fondi alla presidenza del Consiglio. Che però, quest’anno, come detto, sono stati utilizzati in maniera differente: 64 per far fronte alle emergenze della Protezione Civile, scrive il Sole, 57 per l’emergenza carceraria e 24 per tappare i buchi nel bilancio dello Stato. E un certo simbolismo lo si potrebbe anche trovare nel fatto che nella pagina internet della documentazione della presidenza del Consiglio ogni documento ormai sia iraggiungibile (vengono tolti ogni due o tre anni) e nessuno che l’abbia rimesso ancora a posto (quella del dipartimento invece funziona).

LA LEGGE – Un disegno di legge che raccoglie le proposte di molti parlamentari alla Camera prevede la riforma della normativa: in primo luogo, lo storno dei fondi potrà avvenire soltanto per esigenze straordinarie, e in secondo luogo l’assegnazione dei fondi non avverrà solo per decisione della PCM, ma nella scelta dovranno essere coinvolte le commissioni parlamentari. Ora bisogna vedere se verrà approvato. Oppure se si dovrà sancire la more definitiva dell’otto per mille allo Stato.

     
 

1 Commento

  1. wewe scrive:

    abboliamolo facciamo prima

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