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«Spacciavo bufale razziste sul web per fare soldi. Non fanno così anche i politici?»

Una storia che ha dell’incredibile e ancora più incredibili sono le giustificazioni che Gianluca Lipani, uno studente di Caltanisetta denunciato  per istigazione alla discriminazione razziale, ha racconta a L’Espresso nello spiegare perché inventava e diffondeva falsi diffamatori e calunniosi nei confronti degli immigrati.

bufala razzista
Un paio di esempi della porduzione di bufale razziste

DIFFONDEVA BUFALE RAZZISTE, MA SOLO PER GUADAGNARCI –

Nega qualsiasi impulso razzista, dice anzi che «Non agivo per risentimento nei confronti di soggetti di diversa nazionalità. Lo scopo della mia attività era quello di attirare l’attenzione sul mio sito guadagnando, con i banner pubblicitari, dagli ingressi degli utenti» e, davvero incredibile, che alla domanda «cosa pensi degli immigrati ha risposto: «Non provo nessun risentimento nei loro confronti, ma solo su coloro che speculano sulla loro pelle.»

SPECULARE SUGLI IMMIGRATI –

Secondo la polizia invece è proprio quello che faceva, speculare sulla sua pelle, gestendo siti e profili sui social network attraverso i quali distribuiva false notizie di clamorose violenze che avevano sempre gli immigrati come protagonisti negativi. «Non siamo di fronte a un singolo articolo, ma c’è stata una reiterazione nel tempo e molte persone erano portate ad avere un senso di risentimento nei confronti degli extracomunitari», ha ribadito a L’Espresso un dirigente della Polizia Postale.

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CINISMO O TATTICA PROCESSUALE ? –

Un atteggiamento all’apparenza incomprensibile, quasi che Lipani non ci trovi nulla di male nel fomentare il razzismo diffondendo notizie false e tendenziose chiaramente intese ad eccitare gli animi dei razzisti. Evidentemente la sua linea di difesa è «lo facevo per guadagno», ma non è possibile che ancora oggi Lipani possa sostenere che «Non mi sembra che dopo aver letto i miei articoli i lettori siano scesi in piazza con un machete per colpire gli extracomunitari di passaggio. Altrimenti dovrebbero farlo anche dopo aver visto un tg» e non solo perché secondo i TG non accadono gli orrori Lipani attribuiva quotidianamente agli immigrati. L’intervista merita di essere letta nella sua interezza, al lettore valutare e pesare la difesa del giovane.