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Pensioni, ecco le 4 novità nella legge di Stabilità

Sono quattro gli interventi previsti dal pacchetto previdenza della legge di Stabilità 2016. Rinviata al prossimo anno la flessibilità sulle pensioni, nella manovra di bilancio sono state inserite altre piccole ma significative novità. Si tratta della no tax area più ampia per i pensionati over 75, del part time incentivato per gli over 63, dell’«ultima» salvaguardia per gli esodati e dell’opzione donna. Ne parla Davide Colombo sul Sole 24 Ore.

 

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PENSIONI E LEGGE DI STABILITÀ, NO TAX AREA –

Per quanto riguarda la no tax area, aumenta ad 8mila euro la soglia di reddito entro la quale i pensionati non pagano l’Irpef:

La “no tax area” per gli over 75enni passa da 7.500 euro a 8mila euro, equiparandola sia pure su un décalage differente a quella dei redditi da lavoro. Mentre per i pensionati sotto i 75 anni la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro.

PENSIONI E LEGGE DI STABILITÀ, PART TIME –

Con il part time inventivato, invece, gli over 63 potranno lavorare con orario ridotto del 50%. Spiega ancora Colombo sul Sole 24 Ore:

Sul part-time incentivato lo schema dovrebbe essere confermato a favore dei lavoratori con 63 anni e sette mesi i quali, l’anno venturo, su intesa individuale con l’azienda, potranno optare per un orario ridotto al 50% ricevendo in busta paga la contribuzione netta che il datore avrebbe versato all’Inps con il tempo pieno. Il reddito dovrebbe così stabilizzarsi sul 65% dell’ultima busta paga intera, mentre la contribuzione figurativa integrale viene pagata dallo Stato.

PENSIONI E LEGGE DI STABILITÀ, SALVAGUARDIA PER GLI ESODATI –

L’«ultima» salvaguardia per circa 24mila esodati non dovrebbe impattare sulla manovra finanziaria:

L’«ultima» salvaguardia per circa 24mila esodati rimasti esclusi dalle sei operazioni di tutela precedenti dovrebbe costare 1,2 miliardi. La cifra non impatta sulla manovra perché si determineranno autorizzazioni di spesa prospettiche dopo la ricognizione sulle «spese minori» che si sono determinate sulle salvaguardie passate (due su sei sono ancora aperte).

PENSIONI E LEGGE DI STABILITÀ, OPZIONE DONNA –

Infine, l’opzione donna, ovvero la possibilità di ritiro anticipato con 58 anni e 35 di versamenti per lavoratrici che maturino il requisito entro dicembre. La platea potenziale è di 30mila soggetti. In questo caso il costo dell’intervento non è irrisorio:

Il costo di questo anticipo, per il quale scatta il ricalcolo integralmente contributivo dell’assegno, è di 160-170 milioni per l’anno venturo, che salirebbe fino a quota 2-2,2 miliardi cumulati entro il 2020.

(Foto di copertina: Ansa / Giuseppe Lami)