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Legge di stabilità e tasse: cosa cambia per le famiglie

Giù le tasse, rimodulazione del bonus di 80 euro, interventi sulle pensioni: legge di stabilità, cosa cambia per le nostre famiglie? Innanzitutto una diminuzione della pressione fiscale con l’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa e la Tasi, due prelievi che colpiscono in particolare le famiglie in un paese in cui l’80% dei cittadini è proprietario di un’abitazione; conversione del bonus di 80 euro in una misura di sgravio fiscale, in modo da mandare giù la pressione fiscale complessiva; interventi sulle pensioni. E’ questa la legge di Stabilità che ieri Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan hanno presentato in conferenza Stampa a Palazzo Chigi.

LEGGE DI STABILITA’, GIU’ LE TASSE: COSA CAMBIA PER LE NOSTRE FAMIGLIE?

Abolite l’Imu (Imposta Municipale Unica) e la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili); il governo interviene sui prelievi fiscali a carico dei proprietari di abitazioni – e assimilate: via anche la cosiddetta “Imu agricola”. Una misura, dice Renzi, “per dare fiducia all’economia”, sulla quale il governo conta per trainare la ripresa del paese e che vale 3,7 miliardi di euro: le opposizioni contestano da sinistra sostenendo che non sarebbe né giusto né necessario abolire l’Imu su tutte le abitazioni, anche quelle di lusso o delle famiglie più agiate; viene mantenuto il bonus alle ristrutturazioni immobiliari del 50% e per l’acquisto di mobili, che completano l’intervento del governo sulla materia immobiliare. La Tasi scompare anche per gli inquilini, mentre il Canone Rai, la tassa più evasa d’Italia, scende a 100 euro ma viene caricato sulla bolletta elettrica in modo da stanare i nuclei che non lo pagano: “La tassa”, scrive il Corriere della Sera, “non sarà più legata al possesso di un televisore”. Già sulle barricate le compagnie elettriche.

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Mantenuti gli 80 euro che cambiano veste: da dotazione diretta diventano uno sgravio fiscale. Questo perché, spiega il Corriere, “in questo modo c’è un alleggerimento della pressione fiscale perché il bonus è considerato oggi una “prestazione sociale” ed è quindi figura come maggior spesa per ben 10 miliardi l’anno. Con la trasformazione in detrazione il peso del fisco cala dal 43,1% attuale al 42,6% nel prossimo anno”. Finanziato un fondo per l’intervento sulle fasce più deboli, il capitolo di spesa sulla lotta alla povertà viene dotato di quasi 3 miliardi in tre anni, a partire dai 600 milioni di euro di quest’anno; ulteriori 100 milioni arriveranno dall’accordo fra fondazioni bancarie, enti locali e terzo settore; altri 400 milioni di euro finanzieranno il fondo sociale, che è la dotazione del Ministero del Lavoro che distribuisce a pioggia interventi alle Regioni e ai territori.

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Interventi anche sulle pensioni: il dipendente che arrivi a 63 anni e sette mesi d’età potrà scegliere il part time lavorativo al 50% dell’orario e il 75% dello stipendio con riversamento in busta paga di una parte dei contributi, rimborsati dallo stato per evitare che l’effettiva pensione poi scenda: per ora questo intervento sarà proposto in via sperimentale con un tetto massimo di dotazione di 100 milioni di euro l’anno; cresce la no Tax Area per i pensionati under 75 (fino a 7750 euro non si pagano tasse) e per gli over 75 (fino ad 8mila euro); 24mila esodati verranno presi in carico dallo Stato.

Copertina: AnsaFoto