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Marino, le accuse dei revisori contabili: spese di rappresentanza “camuffate” sotto altre voci

Le accuse dei revisori contabili del Campidoglio peggiorano il quadro delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino. L’accesso agli atti promosso dal Movimento Cinque Stelle di Roma starebbe ottenendo esattamente gli effetti sperati: i consiglieri pentastellati hanno attivato l’Oref, Organismo di Revisione Economico Finanziaria, per avere contezza di tutte le spese del sindaco dimissionario: la relazione dell’Oref sarà allegata agli atti durante la prossima sessione di bilancio, e sarà inviata alla Corte dei Conti che già starebbe costruendo tutti gli atti necessari a procedere per danno erariale.

DIMISSIONI IGNAZIO MARINO, LE ACCUSE DEI REVISORI CONTABILI: “VIOLATA TRASPARENZA”

Il Messaggero nella Cronaca di Roma dà contezza dei contenuti della relazione dell’Oref.

Già in questa stesura parziale, però, l’Oref, parla esplicitamente del rischio di responsabilità erariale e contabile, almeno su due nodi. Il primo problema riguarda l’ipotesi che il sindaco, o chi per lui, abbia ”spalmato” le spese di rappresentanza in altri capitoli, facendo così scendere il totale a 27mila euro, invece di 259.339 euro ovvero 10mila euro al mese: «L’Oref – si legge nel documento – ravvisa una criticità consistente nel fatto che le spese di viaggio e vitto considerate spese di funzionamento sono state sottratte agli obblighi di pubblicità e trasparenza». La conclusione è chiara: «In tal caso, gli amministratori potrebbero esporsi ad un giudizio di responsabilità amministrativo-contabile, avente ad oggetto gli atti elusivi della normativa vincolistica». Nel corso di questi due anni e mezzo di amministrazione, poi, l’amministrazione cittadina avrebbe evitato di comunicare agli organi di sorveglianza, e in particolare – di nuovo – alla Corte dei conti gli effettivi referenti delle spese fatte, pur avendo ricevuto almeno un sollecito.

Manovre nemmeno troppo ardite, elusione delle normative, un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto; mancata comunicazione dei giustificativi, omessa trasmissione degli atti dovuti. Sembra che non manchi davvero nulla per prefigurare un fascicolo per danno erariale a carico del sindaco.

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I magistrati sono già in azione.

E’ ancora l’Oref a parlare: «Da notare la comunicazione del luglio 2013 della Ragioneria generale, relativa alla necessità di aggiornare l’anagrafe degli agenti contabili e di soddisfare l’obbligo della resa del conto giudiziale alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Lazio da questa sollecitato». Anche la procura di Roma potrebbe presto acquisire il documento dell’Oref. Nelle prossime ore negli uffici del procuratore aggiunto Francesco Caporale e del sostituto Roberto Felici è attesa la prima relazione della Guardia di finanza sui documenti depositati dall’ex sindaco per giustificare le spese fatte con la carta del comune di Roma, compresi gli scontrini relativi a sette cene ”personali” che sarebbero state fatte passare per istituzionali.

Dopo l’arrivo della prima relazione la procura potrebbe iscrivere Ignazio Marino sul registro degli indagati per peculato, per uso indebito e personale di denaro pubblico; un’accusa che in effetti, Ignazio Marino non sembra contestare visto che starebbe preparando le sue indagini difensive mediante le quali avrebbe intenzione di “ridurre il numero di cene contestato” e sollecitare l’archiviazione per tenuità del fatto.