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Legge di Stabilità, arriva il part-time per gli over 63

Cancellazione della Tasi, taglio dell’Ires, detrazioni sugli investimenti al 140%, riduzione dello sconto sulle assunzioni a tempo indeterminato e, sulle pensioni, part-time negli ultimi due anni di lavoro con acconto sull’assegno previdenziale. Sono queste le principali novità della legge di Stabilità che arriva oggi in Consiglio dei Ministri. La manovra di bilancio 2016 muoverà tra i 27 e i 30 miliardi di euro e sarà in gran parte finanziata in deficit, con l’obiettivo di stimolare i consumi interni e consolidare la ripresa economica (che quest’anno si è avvicinata al 1% e che l’anno prossimo dovrebbe ulteriormente salire).

 

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LEGGE DI STABILITÀ, ABOLIZIONE TASI –

Per quanto riguarda la riduzione la legge di Stabilità prevede l’abolizione sia di Tasi che Imu sulla prima casa. Lo sgravio riguarderà anche l’Imu su ville e case di lusso (per le quali l’imposta municipale unica non era stata eliminata), su terreni agricoli e su macchinari imbullonati al suolo nelle grandi fabbriche. Scrive Mario Sensini sul Corriere della Sera:

In totale la riduzione delle imposte sulla casa costerà quasi 5 miliardi di euro, che verranno integralmente rimborsati dallo Stato ai Comuni, che non avranno dunque la necessità di compensare il mancato gettito con l’aumento di altre imposte, come quelle sulle seconde o terze case. Secondo il servizio Politiche territoriali della Uil, lo sgravio di Imu e Tasi sulle case di lusso ammonterebbe in media a 2.778 euro l’anno, mentre il risparmio che si avrebbe con l’abolizione della Tasi sulle altre abitazioni adibite a prima casa sarebbe di 180 euro (230 nei capoluoghi).

LEGGE DI STABILITÀ, TAGLIO IRES –

Per le imprese la riduzione delle tasse riguarda soprattutto l’aliquota Ires sugli utili. Il governo è intenzionata a ridurla dall’attuale 27,5 al 24%. Nel 2016 potrebbe  diminuire tra 1 e 2 punti. Sugli investimenti si prevedono detrazioni al 140%. Spiega ancora Sensini sul Corriere:

Non si esclude che la copertura finanziaria possa slittare materialmente al 2017, giocando sul meccanismo degli acconti (che per il 2016 sarebbero invariati) e dei saldi (che sarebbero ridotti nel 2017). Nella manovra, sempre a favore delle imprese, dovrebbe entrare il super ammortamento dei beni strumentali. Alle imprese si darebbe la possibilità di portare in detrazione fiscale fino al 140% del valore dell’investimento effettuato in macchinari. La misura sarà valida solo per il 2016, come annunciato nei giorni scorsi direttamente dal presidente del consiglio. Dall’anno successivo la percentuale di detrazione sarà ridotta in modo graduale ma rapido.

LEGGE DI STABILITÀ, SGRAVI ASSUNZIONI –

Con la legge di Stabilità vengono prolungati gli sgravi fiscali per chi assume con contratto a tempo indeterminato. Per il 2015 è stata prevista una decontribuzione per 3 anni con un limite di 8.060 euro l’anno. Nel 2016 lo sconto non potrà superare i 4mila euro e i due anni di durata. Nel 2017 si dovrebbe poi scendere a 2mila euro e un solo anno di decontribuzione. Lorenzo Salvia sul Corriere riporta così la scelta dei tecnici di ridurre progressivamente questo tipo di sgravi:

Questa misura ha spinto gli imprenditori ad assumere nel momento più difficile, quando l’economia aveva ancora il segno meno davanti. Adesso che le cose vanno un po’ meglio è giusto eliminare un incentivo che in qualche modo ha «drogato» il mercato del lavoro per favorire quegli investimenti che porteranno ad assunzioni «naturali».

LEGGE DI STABILITÀ, PART-TIME –

Infine, le novità per i lavoratori prossimi alla pensione. Non ci sarà la flessibilità in uscita in cui molti avevano sperato nelle settimane scorse, che avrebbe consentito di lasciare in aticipo di qualche anno il posto di lavoro, ma arriva il part-time per glo over 63. In sostanza l lavoratore a due anni della pensione  potrebbe scegliere il part-time, compensando in parte la riduzione in busta paga con un acconto sulla pensione e in parte con un aiuto da parte dello Stato (che si farebbe carico di una parte dei contributi). Scrive Roberto Petrini su Repubblica:

Secondo le indiscrezioni circolate ieri i lavoratori che dal 2016 al 2018 maturano i requisiti per la pensione, potranno scegliere il part-time al 60-40%. I contributi verranno versati dal datore di lavoro in busta paga mentre i contributi figurativi saranno a carico dello Stato e dunque il lavoratore non vedrà intaccata la sua pensione. Al tempo stesso partirebbe una sorta di staffettagenerazionale che consentirebbe di assumere un giovane con un part-time analogo.

(Foto di copertina: Ansa / Alessandro Di meo)