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Identificati gli autori della strage di Ankara

Le autorità turche hanno dato un nome ai due attentatori che si sono fatti esplodere nel mezzo di una manifestazione del partito HDP, uccidendo 97 persone, ferendone centinaia e siglando così il più sanguinoso attentato della storia turca.

I funerali delle vittime della strage di Ankara (Photo by Burak Kara/Getty Images)
I funerali delle vittime della strage di Ankara (Photo by Burak Kara/Getty Images)

IDENTIFICATI GLI AUTORI DELLA STRAGE DI ANKARA –

Sarebbero due jihadisti vicini all’ISIS gli autori della strage che ha ucciso 97 persone convenute per una manifestazione del partito HDP, d’ispirazione progressista e vicino ai curdi. Uno dei due sarebbe il fratello di uno kamikaze che nel luglio scorso si è immolato a Suruc, compiendo un’altra strage tra i giovani arrivati sul posto per aiutare gli abitanti di Kobane, che sta a poche centinaia di metri oltre il confine siriano.

TUTTA COLPA DEL GOVERNO –

L’attacco, non rivendicato, sembrebbe quindi frutto di una strategia già impiegata dagli islamisti in Iraq, che prevede la commissione di attentati «anonimi» quanto organizzati per gettare discordia tra gli avversari, in questo caso tra i curdi e il governo turco, che infatti da luglio a oggi hanno rotto la tregua e un accordo di pace definitivo che sembrava già fatto e sono tornati a spararsi. Anche nel caso della strage di Ankara tutta l’opposizione turca ha indicato responsabilità governativa nell’attentato e c’è da credere che le nuove informazioni non faranno cambiare idea a molti, anche perché i soggetti erano conosciuti e il governo ha comunque la responsabilità di averli lasciati a piede libero e di non aver protetto la manifestazione a sufficienza.

NESSUNO HA FERMATO GLI UOMINI DELL’ISIS –

La storia di Yunus Emre Alagoz, fratello dell’Abdurrahman che ha ucciso 33 persone a Suruc facendosi esplodere in mezzo a loro lascia ampio spazio a sospetti del genere. I due attentatori di Ankara, provenienti dalla città di gaziantep, erano su una lista di 21 probabili attentatori suicidi ricercati dalla polizia turca e già questo ha portato al moltiplicarsi delle accuse d’inefficienza rivolte alla polizia. Per il governo s’indaga se questi avessero legami con l’ISIS o con i curdi del PKK, ma quest’ultima ipotesi non è accreditata da nessuno, anche perché le identità dei due non conducono certo alla pista curda. Dopo gli attentati di luglio la polizia si era messa alla ricerca di Alagoz temendo che seguisse l’esempio del fratello, entrambi erano ritenuti parte di una cellula dell’ISIS operante in turcia.

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IL PADRE DEL JIHADISTA CHE LO VOLEVA IN GALERA –

Il padre di  Omer Deniz Dundar, parlando con i giornalisti di Radikal, ha detto di essere andato diverse volte alla polizia chiedendo aiuto per impedirgli d’andare in Siria, dov’era stato per circa un anno nel 2013. «Nel 2014 mio figlio è tornato ad Adiyaman e ha vissuto con me per 8 mesi. Ho detto alla polizia d’arrestarlo. Lo hanno interrogato e rilasciato. Otto mesi dopo è andato in Siria». Il premier Ahmet Davutoglu, ha rilasciato anche un commento bizzarro, secondo il quale i 21 nella lista non sono stati arrestati perché « la Turchia è uno stato di diritto», che però sembra dimenticarsene quando ci sono da reprimere i curdi e persino la stampa.

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