Bossi dà il foglio di via a Formigoni
22/01/2012 - Il Senatùr minaccia dal palco. Ah, le belle macchiette di una volta!Dal palco di Milano, Umberto Bossi lancia un pesante ‘aut aut’ a Silvio Berlusconi. Se l’ex alleato di governo non fara’ mancare il suo sostegno all’esecutivo “infame” di Mario
Il Senatùr minaccia dal palco. Ah, le belle macchiette di una volta!Dal palco di Milano, Umberto Bossi lancia un pesante ‘aut aut’ a Silvio Berlusconi. Se l’ex alleato di governo non fara’ mancare il suo sostegno all’esecutivo “infame” di Mario Monti, la Lega Nord fara’ “cadere” la Regione Lombardia. Il leader del Carroccio appare determinato e, per la prima volta, annuncia parlando con i cronisti al bar, che il movimento si presentera’ in ‘corsa solitaria’ alle prossime amministrative (“Abbiamo la forza per farlo”). Ma, nella giornata della grande manifestazione ‘padana’ contro le politiche economiche del governo, tornano con forza in primo piano le divisioni interne tra ‘maroniani’ e ‘cerchio magico’. Prima in corteo, poi sul palco di piazza Duomo, la foto di gruppo e’ corale. Ma basta che Bossi, durante il comizio, citi Marco Reguzzoni e Rosi Mauro e si levano i fischi di quella parte della base che vede come fumo negli occhi gli esponenti del cosidetto ‘cerchio’ piu’ vicino alla famiglia del senatur e lontano da Maroni.
NIENTE MICROFONO - La piazza, inoltre, invoca a piu’ riprese il nome dell’ex ministro dell’Interno, al quale Bossi, pero’, non cede il microfono (a parte gli amministratori locali e i due governatori, Roberto Cota e Luca Zaia, l’unico a parlare sara’ il senatur). In serata, su Facebook, al termine della riunione del consiglio federale, che da’ il via libera ai congressi, Maroni si dira’ “molto dispiaciuto di non aver potuto parlare”. La giornata inizia alle 10 in piazza Castello dove, parlando coi giornalisti prima dell’avvio del corteo, Roberto Calderoli chiede l’arrivo delle “idi di marzo” del governo, attorniato dai militanti con cartelli che ritraggono Monti vicino a Fantozzi (“Stesse capacita’”). Poi tocca a Maroni criticare l’esecutivo che “mette solo tasse”, e auspicare che si vada al voto (anche e’ un’ipotesi “difficile”). Quelle coi giornalisti saranno le uniche dichiarazioni pubbliche dei due colonnelli alla manifestazione.
IL CORTEO E IL CORTILE – Poi al via il corteo, con tutti i dirigenti della Lega schierati in testa: Mauro, Maroni, Reguzzoni, Calderoli, tutti attorno a Bossi e dietro lo striscione ‘Un popolo, un destino, Padania libera’. In piazza Duomo, gli interventi degli amministratori locali aprono le danze, oltre ai due governatori, parla il vice presidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli. Poi, a sorpresa, il microfono passa direttamente a Bossi. Il senatur elogia il suo popolo per la partecipazione (intorno ai 50mila, secondo gli organizzatori 70-75mila). E affronta subito il tema divisioni interne, ringraziando chi ha “dimostrato la saggezza di fare un passo indietro”. Primi fischi quando pronuncia il nome di Reguzzoni e ricorda che si e’ dimesso da capogruppo.
I CORI – Partono i cori ‘Maroni, Maroni’. Cosi’ Bossi dice che non ha “mai avuto niente contro Maroni” e ricorda quando andavano ad attaccare i manifesti insieme. Il segretario invita Maroni e Reguzzoni a stringersi la mano: l’ex capogruppo si avvicina, ma e’ gelo sul palco tra i due. Bossi decide che e’ ora di cambiare argomento e parte con l’attacco al governo che deve andare “a casa, fuori dai co..”. Quindi, lancia il suo avvertimento a Berlusconi (fischi della piazza non appena fa il suo nome), il quale “non puo’ tenere i piedi in due scarpe”: “La Lega ti chiede di far cadere questo governo infame o non riuscira’ a tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno”. Alla fine del comizio, saluta a sorpresa la folla e non da’ la parola ad alcuno. Ma dice al microfono: “Dov’e’ la Rosi, e’ scomparsa?”. E’ in quel momento che parte della piazza esplode di nuovo con fischi all’indirizzo della vice presidente del Senato. “Quelli che vogliono rompere la Lega bisogna che si diano la mano davanti a tutti perche’ fratelli siamo”, cerca di placare gli animi Bossi. (AGI)













Sara’ una frase trita e ritrita!! ” Fermate il mondo! voglio scendere ! Ma così vorrei fare!! Allontanarmi da questa accozzaglia di ” verdi ramarri” ( mi scusino i ramarri)! Ma che vogliono!? non sono stanchi anche loro di suonare il disco rotto! strasentito, al punto che ora graffia!? e non si sente più !! si ascoltano suoni gutturali! inespressivi!! che vorrebbero spacciare per idee! o modelli di’vita!? Ma fateci il piacere!! Fora da i ball !! O come caz..si dice !!
Abbandonare il governo della Lombardia? Ma quando mai: i dirigenti leghisti (quasi tutti) sono legati a doppio filo al potere (soprattutto ai benefici connessi) e voi credete che lasceranno la gallina dalle uova d’oro (la Lombardia) agli altri? Da soli se lo sognano di vincere anche in Lombardia, dove a Milano, alle ultime elezioni, hanno preso il 10% dei voti.
Bossi strilla, ma chi gli crede?
Aggiungo: chi gli crede quando attacca (giustamente) le banche visto che chi ha sottoscritto le azioni della banca della Lega ha perso tutto?
Lo sa anche lui ( e soprattuto lo sanno i suoi capi, a partire da Maroni, Calderoli e tutti i sottocapetti legati al più piccolo dei “cadreghini”) che è meglio tenersi stretto quello che si ha.
Per la Padania? C’è tempo nei secoli a venire!
se cade la Lombardia il Trota che fa? allora non se ne farà nulla, come al solito.
Il bello e’ che domani dira’ di essere stato frainteso. Se corrono da soli come faranno ad introdurre sodali in tutti gli apparati regionali…sanità compresa? Immagino già le telefonate che arrivano ai cerchi di vario tipo!!! Domani e’ un altro giorno, bellezza!!!
la lega avrà i suoi difetti ma vorrei che si vedesse l’arroganza di chi comanda in toscana e il clientelismo esasperato di chi governa questa regione
….A me Bossi non sorprende ! É sempre stato cosí. Adesso risalta meglio perchê non sentiamo piú ( e spero mai piú ) le cafonate del berlusca . E che dire di Maroni quando fece resistenza alla polizia nei locali (fogne) della lega..e gioiva ,al tempo della protesta per le quote latte quando gli allevatori spruzzavano liquame sulla polizia. Questi leghisti di merda sono solo dei cialtroni orfani della peggiore vecchia DC ! Che da pecore , versavano la “decima” al parroco del paese ….si salva solo qualche loro moglie , quando si lava e la dá via !…..e questi ,sul prato di Pontida , con il copricapo di latta e le corna ,ne vanno orgogliosi ! Speriamo che non cambino mai…abbiamo bisogno degli imbecilli…
E vai, sfilando in prima fila c’era un demente vestito da capo indiano, dei cornuti, politica o carnevale? Maroni è una volpe, ha fatto piegare Bossi ai suoi voleri facendogli poi credere che il capo è ancora lui, ha tenuto unita la lega, ora si è seduto sulla riva del fiume ed aspetta che passi in cadavere del suo nemico.
Sono leghista fin dalla prima ora, cioè da quando Leoni debuttò in Consiglio Comunale a Varese con il suo discorso in dialetto che mandò su tutte le furie i suoi detrattori politici, ma ultimamente molti comportamenti ed atteggiamenti anche personali di molti uomini politici leghisti di primo piano mi hanno lasciato perplesso, vedi per esempio il salvataggio di Cosentino, i fondi del finanziamento pubblico portati all’estero e tante altre situazioni per nulla edificanti sia dal punto di vista politico che morale, non ultimo il nepotismo – vedi il trota che con la sua intelligenza e preparazione ci dovrebbe governare- per questi semplici motivi, al di là della personale fiducia e stima in Maroni, credo che alle prossime elezioni mi asterrò dal votare anche per la Lega Nord.
noto con piacere che qualche altro incomincia a dubitare sull’utilità delle votazioni (con questa porcata specialmente!). I ‘pecorai’ hanno trovato i vari cani pastori e, contenti, si sono fatti accomodare nei loro recinti. Secondo me sono solo dei cialtroni. Nel nome di Allah! potente e misericordioso.