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400 città potrebbero finire sommerse per colpa del riscaldamento globale

Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha esaminato come l’innalzamento dei mari impatterà sulle città costiere negli Stati Uniti e ha scoperto che circa 400 di queste potrebbero essere ormai oltre il punto di non ritorno, destinate alla sommersione anche se si riuscissero a ridurre drasticamente le emissioni e, con quelle, a rallentare il riscaldamento globale.

Florida Coast Line At Greatest Risk Of Rising Sea Level

L’AMERICA SOTT’ACQUA –

Sono milioni gli americani che vivono in città per le quali ormai è troppo tardi e che ce probabilmente finiranno sott’acqua in futuro anche se per qualche miraclo l’umanità dovesse tagliare drasticamente le emissioni inquinanti e con esse l’effetto del global warming.

COSA POSSIAMO FARE –

Lo studio vorrebbe essere una chiamata alle armi per quelle che si possono ancora salvare, ma è abbastanza evidente che non succederà niente nemmeno sul loro fronte. Per 414 città americane è già stato superato il punto di non ritorno, ovvero la certezza che almeno metà di ciascuna di queste città finirà sott’acqua nei prossimi decenni, su tutte New Orleans, praticamente spacciata, visto che anche nello scenario migliore ben il 98% della sua area è destinato a finire a mollo, tanto che secondo gli scienziati è tempo di decidere si investire costruendo difese dal mare o abbandonare la città al suo destino.

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 UNA CONDANNA INEVITABILE –

Scelta che Miami ad esempio non si può permettere, il suo sottosuolo poroso infatti renderebbe inutile la costruzione di argini al di sopra. L’unica incertezza restano i tempi, perché gli scienziati non sono in fgrado di predire con certezza la velocità del fenomeno, che finora è stato più veloce delle peggiori previsioni degli studiosi.