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Renzi: «Siria? Le bombe non risolvono il problema»

«La Siria? Se qualcuno pensa di risolvere il problema dicendo “stamattina mi alzo e decidiamo di fare i bombardamenti lì, io dico: auguri e in bocca al lupo, ma non risolverà il problema. Queste le parole del premier Matteo Renzi, riferendo alla Camera dei deputati in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, sulla questione siriana replicato a chi chiede  «Non si risolvono i problemi internazionali con soluzioni spot, ma costruendo condizioni di dialogo le più ampie possibili. Partendo dal dato di fatto che l’accelerazione della politica c’è anche nel nuovo ordine internazionale», ha aggiunto il presidente del Consiglio. 

RENZI: «ACCORDO DI DUBLINO FINITO» –

Poi, sulla questione dell’immigrazione, ha rivendicato: «L’Italia aveva ragione, il resto dell’Europa no». Il nostro Paese, per il presidente del Consiglio, «aveva colto l’orizzonte, un approccio non legato all’isteria del momento ma a una strategia. Avevamo capito che doveva cambiare la politica europea su questi temi». Con tanto di affondo: «L’accordo di Dublino è finito. Non lo è tecnicamente e formalmente, deve essere riformato, ma il dato politico è che Dublino è finito».

Secondo il presidente del Consiglio, «unirsi contro il terrorismo è l’unica possibilità per lottare su più fronti». Per poi precisare come «l’elemento chiave è che dall’Afghanistan alla Nigeria esiste un blocco frastagliato e diversificato contro il quale una grande coalizione internazionale è assolutamente necessaria innanzitutto in termini educativi per le prossime generazioni, in termini di aiuti allo sviluppo, e poi di lotta contro gli atti di terrore». Per Renzi occorre «avere una strategia che non sia soltanto una reazione, e questo impone di prendere atto che esiste un blocco uniforme nel senso di un blocco che non ha soluzione di continuità, ma che è molto variegato al proprio interno, che parte dall’Afghanistan e arriva all’Africa occidentale e che ha un filo rosso che è l’estremismo e il fanatismo religioso»