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Mario Mantovani, gli appalti pilotati e lo scambio di favori con i professionisti

Pressioni su dirigenti delle Asl per pilotare gli appalti e scambio di favori con i professionisti. Sono alcune delle accuse di cui cui dovrà rispondere Mario Mantovani, il vicepresidente della Regione Lombardia ieri arrestato con l’accusa di corruzione, concussione e turbativa d’asta. Dall’inchiesta della Procura di Milano emerge che l’esponente di Forza Italia era riuscito a far pagare alla collettività l’architetto che dirigeva lavori di ristrutturazione in diversi immobili della sua famiglia. Scrive Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera:

Il responsabile della segreteria tecnica e degli interventi per l’edilizia scolastica del Provveditorato per le opere pubbliche della Lombardia, l’ingegner Angelo Bianchi (arrestato) nella primavera del 2012 doveva essere trasferito (20mila euro in meno di stipendio) perché rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta. Mantovani, che allora era senatore di Forza Italia, secondo la Procura di Milano avrebbe fatto forti pressioni con il suo assistente Giacomo Di Capua (anche lui arrestato) sul Provveditore Pietro Baratono minacciando che alcuni enti pubblici avrebbero potuto «revocare le convenzioni» con il Provveditorato, ha testimoniato Baratono. Bianchi restò al suo posto ancora a lungo garantendo incarichi di progettazione all’architetto Gianluca Parotti, lo stesso che per anni aveva fornito gratis prestazioni professionali alla famiglia Mantovani, ristrutturando, ad esempio, la splendida settecentesca «Villa Clerici» di Rovellasca.

 

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L’architetto avrebbe anche lavorato al comune di Arconate per «supportare» l’attività di Mantovani nel suo bacino elettorale. Il politico avrebbe poi pilotato degli affidamenti grazie a dirigenti delle Asl a lui vicini. Spiega ancora Guastella sul Corriere:

Anche quando era assessore regionale alla sanità (lo è stato fino ad agosto scorso) Mantovani, che è difeso dall’avvocato Roberto Lassini, promosse «presso dirigenti a lui fedeli, l’affidamento di incarichi professionali (…) al suo professionista di fiducia», si legge nell’ordinanza del gip Stefania Pepe. È il caso dei direttori generali delle Asl di Legnano, Milano 1 e Pavia.

Tra gli appalti condizionati dall’assessore spunta anche quello per il servizio di trasporto dei malati. Mantovani si sarebbe impegnato per vanificare una gara e prorogare l’affidamento alla vecchia ditta, esclusa dall’appalto perché priva di requisiti:

Mantovani investe della questione Giorgio Scivoletto, il direttore generale della Asl Milano 1 (indagato), che «per non scontentare» il suo assessore si attiva «per trovare il modo di vanificare la gara in corso e prorogare l’affidamento del servizio». Il risultato è l’annullamento della nuova gara con «il conseguente rinnovo dell’affidamento del servizio» alla «Croce azzurra ticinia onlus».

(Foto di copertina: Ansa / Ufficio Stampa Regione Lombardia)