“Gli stipendi cresceranno del 12%”
22/01/2012 - Gli effetti del decreto liberalizzazioni secondo il governo Riduzione delle rendite, aumento del pil all’11% e dei consumi all’8%, incremento degli investimenti del 18% mentre i salari reali, senza effetti negativi sull’occupazione, cresceranno di quasi il 12%. Sono le previsioni
Gli effetti del decreto liberalizzazioni secondo il governo
Riduzione delle rendite, aumento del pil all’11% e dei consumi all’8%, incremento degli investimenti del 18% mentre i salari reali, senza effetti negativi sull’occupazione, cresceranno di quasi il 12%. Sono le previsioni contenute nella nota della presidenza del Consiglio al decreto sulle liberalizzazioni. Ne parla il Corriere della Sera:
Poi, da Tripoli, Mario Monti spiega che quest’ultima considerazione, quella sui salari, riguarda il maggior potere d’acquisto che produrrà il decreto: «L’aumento degli stipendi non dipende dalle liberalizzazioni, ma la maggiore concorrenza modererà il costo della vita». I dati forniti da Palazzo Chigi equivalgono a dire che nei prossimi cinque anni, se proseguirà l’apertura del mercato alla concorrenza, non certo realizzata appieno dal decreto appena varato, si potrebbe guadagnare in media un 2% di crescita in più all’anno, grazie soprattutto al rilancio degli investimenti. Ed è proprio la crescita — si sottolinea — «il primo e più importante pilastro » del decreto, stimolata innanzitutto «dall’eliminazione dei vincoli burocratici (nulla osta, autorizzazioni, licenze) che oggi ostacolano l’avvio delle attività di impresa». Il secondo pilastro sarà invece «l’equità», più in generale rispetto ai consumatori e, in particolare, nei confronti dei «soggetti più vulnerabili».
Il testo ufficiale del provvedimento ancora non è stato diffuso dalla presidenza del Consiglio, ma rispetto alle bozze girate fino a venerdì sera, il comunicato di Palazzo Chigi rivela qualche ulteriore novità:
Prevista e poi cancellata, ritorna ad esempio la norma sulla rateizzazione dei debiti fiscali, viene ridefinito il contenuto della carta di servizio che dovrà essere prodotta dalle imprese di servizio pubblico, ed entrano nuove misure per favorire l’abbattimento delle tariffe dell’energia elettrica e del gas. I debiti fiscali, dunque, potranno essere dilazionati con il pagamento di rate crescenti nel tempo e, soprattutto, scatta il divieto per l’agente della riscossione di accendere un’ipoteca sugli immobili del debitore se questi ha concordato un piano di rimborso rateizzato del debito. La carta di servizio che dovrà essere pubblicata dai concessionari dei servizi pubblici dovrà indicare «in modo specifico i diritti, anche di natura risarcitoria, che i consumatori e le imprese utenti possono esigere nei confronti del gestore del servizio ». Nel decreto è prevista la ridefinizione dei meccanismi con cui l’Autorità per l’energia e il gas (che sarà trasformata nella nuova Autorità delle Reti) aggiorna il prezzo del gas per le famiglie e le piccole e medie imprese: terranno conto del prezzo sul mercato europeo più che di quello del petrolio sui mercati internazionali, con «un effetto di contenimento sulle bollette». Si istituisce, poi, un nuovo tipo di servizio di stoccaggio del gas per consentire alle imprese di approvvigionarsi direttamente all’estero a prezzi più competitivi, e ci saranno nuovi incentivi, anche fiscali, per le aree che accoglieranno nuovi impianti di estrazione degli idrocarburi













Aria Fritta…cresceranno per pagare gli aumenti incombenti e cercare di non finire per strada…..e staremo peggio di oggi….
A me Monti piace. Sta facendo quello che è nella testa di quasi tutti gli italiani. Che ci riuscirà è un altro conto ma ci prova: bravo!
A me sa della solita fregatura… mo’ ti facciamo il culo, ma non preoccuparti, la concorrenza abbasserà i prezzi e alla fine ci guadagnerai. Seeeeee, s’è visto con benzina, assicurazioni e ogni cosa il cui costo prima era regolato dallo stato ed è stato liberalizzato…
Tutti a prendere la vasellina ragazzi, ci sarà utile!
aumenteranno del 12% i tempi necessari per percepire lo stipendio