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Riforma del Senato c’è l’ok di Palazzo Madama. Renzi e Boschi vincono la loro scommessa

RIFORMA SENATO, 17.52 –

“Semplicemente una bellissima giornata. Per noi ma soprattutto per l’Italia. Grazie a chi ci ha sempre creduto. È proprio #lavoltabuona”. Lo ha scritto Maria Elena Boschi su Twitter dopo il via libera del ddl riforme al Senato.

 

 

Ecco il tweet del presidente del Consiglio:

 

 

RIFORMA SENATO, 17.21 –

Con 179 sì e 17 no Palazzo Madama dice ok alla riforma del Senato. Inizialmente la senatrice Idem ha votato contro, sbagliando. Le opposizioni (M5S, Lega, FI e Sel), fatta eccezione per i fittiani che hanno votato contro, non hanno partecipato al voto. Tra i dissidenti, nel Pd Tocci, Mineo e Casson; in Forza Italia Bocca e Villari hanno invece votato a favore, in dissenso dal gruppo. Si sono astenuti i senatori tosiani, così come la senatrice a vita Cattaneo. I verdiniani sono voti aggiuntivi e, in questo caso, non determinanti.

RIFORMA SENATO, 17.15 –

La senatrice Elena Cattaneo voterà contro al ddl: “Testo estraneo. Astensione che so di esser voto contrariaro. Per senso di smarrimento e rammarico per non aver recepito elementi migliorativi”.

 

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Il post della senatrice M5S Paola Taverna

 

RIFORMA SENATO, 17.11 –

Come già anticipato prima i senatori di Forza Italia, Riccardo Villari e Bernabò Bocca, voteranno a favore del ddl Riforme. Lo hanno annunciato in aula durante le dichiarazioni di voto finali.

RIFORMA SENATO, 17.00 –

Walter Tocci interviene in dissenso al gruppo Pd. Iscritti a parlare, in dissenso nel Pd, Tocci, Casson e Mineo. “Almeno per decenza togliete la parola riduzione da questo testo”, ha affermato Tocci in aula. Il collega Felice Casson: “In troppi punti mi trovo in disaccordo”.

RIFORMA SENATO, 16.56 –

Il ministro Maria Elena Boschi ha preso a sorpresa la parola in Aula al Senato per rivolgere dei “ringraziamenti assolutamente sinceri”. Ma è soprattutto ai funzionari, assistenti e lavoratori e lavoratrici dei ministeri e della presidenza del Consiglio che si rivolge il ministro, difendendoli dagli attacchi ricevuti. “In primo luogo voglio ringraziare i sottosegretari che hanno lavorato insieme a me, Pizzetti, Scalfarotto e Sesa Amici, e voglio ringraziare per la determinazione la presidente Finocchiaro e tutti i gruppi di maggioranza e i senatori, è stato fatto un lavoro impegnativo di mesi che oggi ha in sé un passaggio fondamentale anche se non definitivo”.

RIFORMA SENATO, 16.53 –

Dopo Romani di Forza Italia interviene il capogruppo Pd Luigi Zanda in aula.

RIFORMA SENATO, 16.34 –

Secondo indiscrezioni nel gruppo azzurro Riccardo Villari e Bernarbò Bocca, senatori Fi, sono verso il sì. Bocca è presidente di Federalberghi, fiorentino. Mancano pochi interventi per il voto.

RIFORMA SENATO, 16.20 –

Gianluca Castaldi del Movimento 5 stelle interviene in aula: “Il Movimento è entrato in Parlamento per cambiare il Parlamento in meglio. Non per finta”. Ed elenca tutti gli emendamenti migliorativi proposti dai grillini tra cui la soppressione vitalizi e decadenza di senatore in caso di processo penale.

 

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RIFORMA SENATO, 16.19 –

I senatori del Movimento 5 Stelle sono rientrati nell’Aula del Senato. Sottolineando così la loro protesta proprio nei confronti dell’ex presidente della Repubblica.

RIFORMA SENATO, 16.15 –

“Oggi onoriamo sostanzialmente l’impegno assunto a inizio legislatura all’atto della rielezione del presidente Napolitano, ma si chiude una fase della nostra vita politica”, ha ribadito Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd. “Noi – ha affermato Quagliariello – siamo andati avanti casamatta dopo casamatta, abbiamo difeso il cammino delle riforme nonostante i mutamenti e a costo di lacerazioni politiche, ma il modo in cui questa riforma giunge al suo sostanziale traguardo, i pregi e i limiti del testo che ci accingiamo a licenziare, riflettono le evoluzioni e le torsioni di questa legislatura”.

RIFORMA SENATO, 16.06 –

Come annunciato, clamorosa contestazione di parte delle opposizioni nei confronti di Giorgio Napolitano, al Senato. Quando il Presidente emerito della Repubblica prende la parola, i senatori M5S e quelli, quasi al completo, del gruppo FI si alzano e lasciano l’Aula dove si sta per dare il voto finale al ddl Boschi. Sui loro banchi i senatori grillini hanno lasciato un foglio bianco, prima dell’intervento del presidente emerito Giorgio Napolitano, “disturbato” dal senatore azzurro Domenico Scilipoti, che con un altro foglio, mostrava la scritta “2011”.

 

 

RIFORMA SENATO, 15.59 –

Parla Giorgio Napolitano in aula: «Il mio voto favorevole è legato a mie convinzioni in tema di riforme costituzionali, le ho ripetutamente argomentate da presidente della Repubblica». «Credo che possa assai di più interessare ai cittadini la sostanza degli obiettivi perseguiti. Questa riforma garantirà stabilità al governo».

 

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RIFORMA SENATO, 15.53 –

Il gruppo della Lega Nord ha abbandonato l’aula del Senato dopo l’intervento del senatore Roberto Calderoli, prima del voto finale del ddl Riforme. Parlando della nuova Costituzione, il senatore ha detto: “Sento la puzza e l’odore dell’olio di ricino. Oggi approviamo una Costituzione, quella voluta da Licio Gelli. Voi avete barato e per superare i miei emendamenti avete fatto del regolamento carne di porco. Sarà il popolo a bocciare la riforma con il referendum”. “La Lega – ha concluso – non parteciperà al voto e vi lascerà votarla da soli”.

RIFORMA SENATO, 15.31 –

“Non voto la riforma del Senato, perché ritengo che il Senato si doveva chiudere, invece che tenere in piedi un simulacro che non serve a niente”. Lo ha detto Vincenzo D’Anna, senatore di Ala, ospite del programma di Radio2.

 

 

RIFORMA SENATO, 15.26 –

Forza Italia lascerà i banchi ma non l’Aula. Stando a quanto riferito alle agenzie di stampa dalla vice capogruppo vicaria Annamaria Bernini quello di Forza Italia non sarà un un vero e proprio Aventino, ma una presa di distanza dalle riforme che risulti evidente. Il gruppo azzurro al Senato ha deciso che al momento del voto finale sul ddl riforme non voterà e lascerà i banchi del gruppo, ma senza abbandonare l’Aula, restando quindi nell’emiciclo.

RIFORMA SENATO, 15.24 –

Sel: «Questa riforma fa saltare gli equilibri democratici». «Questa è una riforma che insieme alla nuova legge elettorale fa saltare gli equilibri democratici e affida ogni decisione al premier. Il Parlamento assumerà una posizione ancillare. Insomma è una riforma pensata per dare più potere al potere e meno ai cittadini», ha dichiarato durante la dichiarazione di voto la senatrice di Sel Loredana De Petris.

RIFORMA SENATO, 15.18 –

Sia Sel che Movimento 5 Stelle non voteranno sulla riforma del Senato. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Gianluca Castaldi al termine di una riunione del gruppo ha fatto sapere che «sicuramente» non parteciperà al voto finale sul ddl riforme. Non è chiaro se ci sarà un’eventuale gesto di protesta, da tenere in Aula. L’Aventino resta ipotesi ancora non del tutto esclusa. Anche Sel non parteciperà al voto sul testo Boschi restando in Aula. La senatrice Loredana De Petris in Aula ha annunciato in Aula la non partecipazione al voto.

RIFORMA SENATO, 15.11 –

Fittiani verso il voto contrario. Il gruppo Conservatori e Riformisti, resterà in Aula e voterà contro il ddl Boschi. Lo ha spiegato Raffaele Fitto al termine della riunione che si è tenuta a Palazzo Madama. «Credo che bisogna stare in Aula e dire come la si pensa», sottolinea. Con questa decisione il gruppo dei fittiani tende a marcare le differenze da Forza Italia, che valuta l’opportunità di uscire dall’Aula o restare in Aula senza votare.

 

 

RIFORMA SENATO, 15.07 –

Il Pd stima 180 voti favorevoli. Nel pomeriggio il voto finale sul provvedimento e nel Pd c’è un certo ottimismo sui consensi al ddl Boschi di riforma del Senato. «La nostra previsione – fanno sapere fonti parlamentari dem – è di 180 sì. Staremo a vedere».

RIFORMA SENATO, 15.02 –

Via alle dichiarazioni di voto. Sono cominciate in Aula al Senato le dichiarazioni di voto dei gruppi sul voto finale al ddl Boschi di riforma del Senato e del Titolo V. Tra gli iscritti a parlare anche il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano.

RIFORMA SENATO, 14.53 –

Di Maio attacca il ddl Boschi. «Ironia della sorte. Stamattina, mentre al Senato si sta votando la nuova legge costituzionale che darà l’immunità parlamentare ai membri dei consigli regionali,  la Guardia di Finanza arresta il vice presidente della Regione Lombardia e consigliere regionale Mario Mantovani. Se la riforma di Renzi fosse già in vigore, questo signore, sicuramente membro del futuro Senato, si sarebbe salvato dalla galera», ha scritto su Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

RIFORMA SENATO, 14.42 –

Forza Italia fuori dall’Aula solo con linea comune delle opposizioni. La scelta di Forza Italia dipenderà da un’eventuale intesa con le altre forze di opposizione. L’Aventino è possibile ma solo nel caso che sia la linea comune di tutte le opposizioni (è stato proprio Berlusconi a sottolineare stamane l’esigenza di fare fronte comune con le altre forze di opposizione). In caso contrario i senatori azzurri resteranno in Aula, ma senza votare sul ddl Boschi.

RIFORMA SENATO, 14.36 –

In Forza Italia due posizioni diverse: Aventino sì, Aventino no. A quanto si apprende dalle agenzie di stampa dopo l’intervento di Berlusconi, che ha invitato le opposizioni a trovare una posizione comune sul voto finale, tra parlamentari di Forza Italia si sarebbe acceso il dibattito. Il senatore Franco Carraro avrebbe chiesto di rimanere in Aula e votare no alla riforme costituzionali, mentre Augusto Minzolini avrebbe proposto di abbandonare l’Aula mentre parlerà Giorgio Napolitano durante la dichiarazione di voto. La seduta per la votazione finale sulla riforma del Senato riprenderà alle 15, con le dichiarazioni di voto dei gruppi.

RIFORMA SENATO, 14.28 –

In Aula Pd compatto. Forza Italia divisa sul da farsi. Nel Pd viene confermata la compattezza del gruppo al voto in Aula. Potrebbero votare no o non votare solo i senatori Tocci, Mineo e Casson. Forza Italia sembra divisa. Non è servita la riunione dei parlamentari (c’erano anche deputati e il presidente Berlusconi) al Senato per mettere tutti d’accordo. Una parte degli azzurri vorrebbe partecipare ai lavori. Una parte invece preferirebbe uscire dall’Aula.  

 

A Palazzo Madama è il giorno della votazione finale alla riforma del Senato. Il via libera al disegno di legge costituzionale Boschi è previsto nel pomeriggio. La seduta riprende alle 15 con le dichiarazioni di voto dei gruppi. Con il passaggio odierno la riforma del Senato, che mira a superare dopo 70 anni il bicameralismo paritario, compie il suo giro di boa verso il referendum dell’auturnno 2016. L’approvazione a Palazzo Madama è certa, dopo l’intesa raggiunta nei giorni scorso nel Partito Democratico. Nel partito di Renzi anche la minoranza è intenzionata a votare sì. Poche le eccezioni. Si sono dissociati i senatori Corradino Mineo, Walter Tocci e Felice Casson. A Giornalettismo il senatore Dem Paolo Corsini: «Non è una rforma perfetta, ma abbiamo ottenuto le modifche richieste su alcuni punti che volevamo cambiare, come l’elettività dei senatori e l’elezione del presidente della Repubblica».

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Meno chiare le posizioni delle diverse opposizioni. La Lega Nord forse non parteciperà al voto. Non si sa cosa deciderà il Movimento 5 Stelle. Forza Italia intanto è indecisa se uscire dall’Aula o votare contro. Prima del voto in Aula è stato programmata una riunione del gruppo del Senato ed anche di deputati e del presidente Silvio Berlusconi. Una parte degli azzurri vorrebbe scegliere la linea dura del non-voto, altri preferirebbero invece votare contro in Aula. Il senatore Riccardo Villari, intanto, dirà si alla riforma. Con la maggioranza anche il gruppo Ala guidato dall’ex coordinatore Pdl Denis Verdini. composto da 13 senatori.

(Foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)