“Il Concordia ha già contaminato l’ambiente”
21/01/2012 - Il commissario per l’emergenza Gabrielli ammette che all’isola del Giglio c’è un problema “La contaminazione dell’ambiente è già avvenuta”. Questa affermazione pronunciata dal prefetto Franco Gabrielli, commissario per l’emergenza all’Isola del Giglio, parlando al termine dell’insediamento dei comitati tecnico-scientifici. NON
Il commissario per l’emergenza Gabrielli ammette che all’isola del Giglio c’è un problema
“La contaminazione dell’ambiente è già avvenuta”. Questa affermazione pronunciata dal prefetto Franco Gabrielli, commissario per l’emergenza all’Isola del Giglio, parlando al termine dell’insediamento dei comitati tecnico-scientifici.
NON SOLO CARBURANTE - Il naufragio della Costa Concordia e la permanenza nelle acque toscane del relitto, al quale lavorano ancora i sommozzatori per recuperare il corpo dei dispersi e materiale importante ai fini delle indagini della procura, dunque, hanno causato danni che contribuiscono a sollevare l’allarme per la durata dei lavori a largo dell’isola. “Noi siamo concentrati su quelle 2.400 tonnellate di carburante – ha siegato Gabrielli – ma non dobbiamo dimenticare che in quella nave ci sono olio, solventi, detersivi. Tutto cio’ che serve ad una cittadina di 4 mila persone”.
LA FINE DELLE RICERCHE - Gabrielli, che è anche capo del Dipartimento della Protezione Civile, non ha parlato solo di ambiente. “La decisione di concludere la ricerca dei dispersi su Costa Concordia sarà assunta dal direttore tecnico del soccorso che non sarà lasciato solo. Sarà una decisione complicata della quale io mi assumerò la completa responsabilita”, ha detto in conferenza stampa.
CON LE TELECAMERE NELLE CABINE - Il prefetto ha spiegato come procedono i lavori all’interno della nave. La ricerca delle persone disperse nel naufragio della Costa Concordia “sta avvenendo nella parte aerea dela nave, cioè quella emersa, dove è stata fatta un’attività speditiva volta a battere e chiedere risposte. Ma ora sta procedendo anche attraverso un’ispezione visiva, con telecamere che vengono inserite nelle cabine”. “Questo tipo di attività di approfondimento – ha sottolineato Gabrielli – ha delle tempistiche un po’ più lunghe” rispetto alla fase speditiva. E “ci sono squadre che stanno facendo verifiche soprattutto su alcune zone della nave dove si ritiene possa esservi delle persone”. “Si sta facendo anche un lavoro di ricostruzione dei percorsi che queste persone possano aver compiuto, attraverso delle testimonianze”, ha concluso il commissario delegato all’emergenza.
LA NAVE NON SI SPOSTA PIU’ – Buone notizie sono giunte relativamente allo spostamento in acqua della nave. “I dati sui movimenti della Costa Concordia sono al momento abbastanza rassicuranti”, ha detto Gabrielli. “In questo momento – ha spiegato – i dati sono abbastanza rassicuranti, non sta subendo particolari stress, ma è anche un dato fuorviante perché fa riferimento a condizioni meteo marine particolarmente favorevoli”.













cosa aspettano ad ancorare la nave con cavi tipo quelli progettati per il “ponte sullo stretto”?
forse aspettano che la Costa incassa i soldi dell’assicurazione!
ehhh come avrebbero potuta ancorarla a terra ferma.
Da questa potranno recupere molte cose
Da alcune analisi compiute su diversi campioni delle acque circostanti la Costa Concordia e parte del litorale del Giglio, abbiamo potuto appurare una massiccia e quantomai anomala presenza del batterio Escherichia coli, tipico delle feci umane.
Successive prove di laboratorio, condotte anche con metodi comparativi ed approfondite indagini sul DNA, è stato però possibile ricondurre tutta la colonia batterica in questione ad un’unica immissione in mare: Si è infine riusciti anche a stabilirne, con assoluta certezza, la sua provenienza: i pantaloni del comandante schettino!