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Ignazio Marino, quelli che vanno a cena nei ristoranti degli scontrini

Ignazio Marino, ecco quelli che vanno a cena nei ristoranti degli “scontrini”, magari per chiedere proprio i menu che hanno portato, in un’escalation di eventi, alle dimissioni del sindaco chirurgo del Partito Democratico; “la Taverna degli Amici” a Piazza Margana, sommerso di recensioni negative su Tripadvisor poco dopo le dimissioni del sindaco, o ancora “il Girarrosto Toscano” a Via Veneto: sono i luoghi dove il primo cittadino ha consumato i pasti “incriminati”, gli scontrini poi pubblicati dal sito internet del Campidoglio nell’ambito dell’operazione trasparenza.

IGNAZIO MARINO, QUELLI CHE VANNO A CENA NEI RISTORANTI DEGLI SCONTRINI –

Secondo il Messaggero, che ne parla sulla Cronaca di Roma di oggi, questi luoghi sarebbero ora preda di un curioso turismo: giornalisti, clienti tradizionali e quelli che vanno apposta nei ristoranti per far parte, almeno di striscio, del “dinnergate” di Ignazio Marino, magari richiedendo gli stessi piatti e gli stessi vini che hanno “condannato” il sindaco.

“Davvero questo è il ristorante che ha contribuito alle dimissioni del sindaco? Non lo sapevo, ora lo dico al gruppo”, rispone sorridendo una guida turistica norvegese che mostra la bellezza di piazza Margana, quando raccontiamo la storia. Ieri il locale la Taverna degli Amici non sembrava essere stato scalfito dalle pessime recensioni comparse su TripAdvisor proprio dal 7 ottobre, giorno in cui è scoppiata la bufera sulla cena di 120 euro, pagata con la carta di credito del Campidoglio.

Camerieri e addetti del ristorante non parlano : “Niente da dire”.

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Il ristorante, continua il Messaggero, sembra diventato “il luogo di ritrovo degli anti-Marino, tutti pronti ieri a pranzare lì e a farsi servire da chi ha contribuito alle dimissioni”.

C’è chi scatta foto, chi ridacchia, chi è proprio curioso di entrare nel luogo che resterà di sicuro nella storia delle amministrazioni capitoline. Si scattano nella storia delle amministrazioni capitoline. Si scattano anche foto al menu esposto fuori, chissà che non ci sia anche la lista dei vini (“tutto rischia di andare in malora per una bottiglia di vino da 55 euro”, aveva detto Alfonso Sabella).

Laura Bogliolo continua il giro dei ristoranti degli scontrini del Pd: nessuno fra i ristoratori dice qualcosa di diverso da “no comment”, “niente da dire”, “adesso basta, basta giornalisti”. Né all’Archimede a Sant’Eustachio, nemmeno al Sapore di Mare, teatro della “smentita” della Comunità di Sant’Egidio per la cena da 113 euro del 26 ottobre 2013, né al Girarrosto Toscano a via Veneto, ristorante teatro della cena oggetto poi della smentita da parte dell’ambasciata del Vietnam, e dove il sindaco avrebbe “offerto una cena alla stampa”, e invece si trattava alla fine di “una cena di famiglia” pagata con i soldi dei contribuenti.

Copertina: Piazza Margana, Wikimedia Commons