Il pentito che fa tremare il calcio

21/01/2012 - Le confessioni di Masiello e la procura che parla di svolta Gli investigatori sono convinti: Andrea Masiello, ascoltato per due ore dal procuratore di Cremona Roberto De Martino, potrebbe far saltare il tappo. E scoperchiare cosi’ quel malaffare del calcio

     
 

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Le confessioni di Masiello e la procura che parla di svolta

Gli investigatori sono convinti: Andrea Masiello, ascoltato per due ore dal procuratore di Cremona Roberto De Martino, potrebbe far saltare il tappo. E scoperchiare cosi’ quel malaffare del calcio finora soltanto emerso in nuce dall’inchiesta sul calcioscommesse. Ne parla Repubblica:

Andrea Masiello è stato ascoltato per più di due ore ieri dal procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino. Il suo verbale è stato secretato ma al termine dell´interrogatorio tutti sembravano soddisfatti. Come aveva preannunciato il legale di Masiello, Salvatore Pino (lo stesso di Doni, l´avvocato che quest´estate è riuscito a far assolvere dalla giustizia sportiva Thomas Manfredini), il calciatore ha collaborato con le indagini. Ha ammesso le proprie responsabilità senza tirare in ballo però i compagni (i nomi degli altri ex biancorossi protagonisti delle combine li aveva fatti Gervasoni, parlando di Parisi, Rossi, Padelli e Bentivoglio).

Masiello ha raccontato di Palermo-Bari 2-1, giocata il 7 maggio scorso:

Il giocatore avrebbe intascato dagli “Zingari” 80mila euro per fare in modo che la sua squadra perdesse con più di due gol di scarto. La combine non andò in porto (Miccoli sbaglio un rigore) e Masiello restituì il denaro. Palermo-Bari non è stata però l´unica partita: si è parlato anche di altre gare ma né il procuratore Di Martino («mi spiace, nessun commento») né l´avvocato Pino («abbiamo fatto il nostro dovere») hanno voglia di dire altro. La percezione chiara è che questa storia non finisca qui. Per almeno due motivi: l´esempio di Masiello (collaborazione piena e sconto robusto della giustizia sportiva) si spera spinga altri giocatori a fare lo stesso. Sono 120 gli indagati per associazione a delinquere, più della metà sono calciatori. I

l secondo motivo è che in Puglia hanno tutto pronto per sparare fuochi d´artificio:

Sul tavolo del procuratore capo di Bari Antonio Laudati (per anni alla Direzione nazionale antimafia, uno dei massimi esperti sul riciclaggio) c´è un´inchiesta su calcio e mafia pronta a esplodere. Un´indagine che collega i soldi dei boss e l´infedeltà dei calciatori, tra cui Andrea Masiello. I carabinieri del Reparto operativo sospettano che sulle ultime nove partite di campionato del Bari ci siano state combine o tentativi: praticamente mezzo campionato venduto, dal 20 marzo quando al San Nicola si giocò Bari-Chievo al 22 maggio quando il Bari vinse a Bologna. Su almeno cinque di quelle gare gli investigatori hanno riscontri: sono Bari-Chievo (1-2), ParmaBari (1-2), Cesena-Bari (1-0), Bari-Samp (0-1) e Bologna-Bari (0-4) considerata forse la più clamorosa, oltre naturalmente a Palermo-Bari. Ma gli investigatori hanno sospetti per Bari-Catania (1-1), Bari-Roma (2-3) e Bari-Lecce (0-2). Ombra ma nulla di più, invece, per Milan-Bari 1-1 e Bari-Inter 0-3 (due gol nel recupero).

Di tutto questo verrà chiesto a Masiello conto nell´interrogatorio di mercoledì:

A Bari non interessa soltanto la vicenda della frode sportiva, che anzi sembra quasi un corollario. I pm vogliono capire chi faceva girare il denaro e da dove arrivavano quei soldi. Il meccanismo ipotizzato è chiaro: il clan Parisi da anni aveva investito nei centri scommesse, acquistando direttamente un bookmaker inglese (Paradise bet). Viene poi a sapere che c´è un movimento attorno al Bari. Ci sono giocatori con il “vizietto”. Propone loro un affare: «Voi date le soffiate, noi scommettiamo per conto vostro anticipando il denaro. Se l´imbeccata è giusta, si paga. Altrimenti ci restituite la somma». Nell´affare a un certo punto entrerebbero gli Zingari al centro dell´inchiesta di Cremona che, in cambio di qualche informazione, gestiscono i contatti e il passaggio di denaro con i giocatori. Le prove: le dichiarazioni di un indagato, Angelo Iacovelli, incrociate con i tabulati telefonici. La presenza degli Zingari a Bari in occasione delle partite e del capo degli scommettitori asiatici Den, come risulta dalle celle telefoniche. E una serie di movimenti bancari.

     
 

2 Commenti

  1. Lorenzo scrive:

    Ormai il calcio non è più degno nemmeno di essere definito “sport”.

  2. Gip scrive:

    A quando la radiazione a vita dei responsabili? E che dire di risarcimenti a societa’ , spettatori, scommettitori? Deve passargli la voglia di vendersi in questo modo.
    Speriamo che la magistratura ordinaria e sportiva faccia chiarezza, non vorrei che quando si riesce a trovare un capro espiatorio tutto sia a posto, se invece le responsabilita’ sono condivise e diffuse allora e’ tutta un altra storia.

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