Benzina e gasolio, ecco le novità

21/01/2012 - Il decreto liberalizzazioni: cosa cambia per carburante e commercio Niente più contratti in esclusiva per le pompe di benzina, libertà di vendita di prodotti non-oil e self service senza limiti. Il decreto liberalizzazioni aggredisce il costo del carburante con una

     
 

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Il decreto liberalizzazioni: cosa cambia per carburante e commercio

Niente più contratti in esclusiva per le pompe di benzina, libertà di vendita di prodotti non-oil e self service senza limiti. Il decreto liberalizzazioni aggredisce il costo del carburante con una serie di norme che, nelle intenzioni, dovrebbero contribuire a far scendere il prezzo che però oggi è formato al 60% dalle tasse; il Corriere ci illustra le novità:

L’obiettivo del decreto, nel campo della distribuzione dei carburanti, è abbassare i prezzi. A questo scopo è disposto che i gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti, che siano anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera, sono solo 500 su 25 mila, possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea. Questa possibilità è data però non per tutta la fornitura ma per la parte eccedente il 50% della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50% di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita.

La norma è imperativa:

Tra sei mesi, infatti, cioè a decorrere dal 30 giugno, «eventuali clausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell’approvvigionamento, cessano di avere effetto». A quel punto le parti possono rinegoziare le condizioni economiche e l’uso del marchio. Possibilità di aggregarsi La seconda novità è la possibilità per i gestori degli impianti di distribuzione di aggregarsi, anche in deroga a eventuali clausole negoziali che le vietino. A cosa serve la norma? L’obiettivo è quello di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso dei carburanti, dei servizi di stoccaggio e del trasporto dei medesimi. Anche in questo caso dunque la finalità è l’abbattimento del prezzo finale. E ancora, allo scopo di aumentare il numero di gestori indipendenti, si stabilisce che in ogni momento i titolari degli impianti e i gestori degli stessi, da soli o in società o cooperative, possono accordarsi per riscattare gli impianti dalle compagnie, dietro corresponsione di un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti in relazione agli eventuali canoni già pagati, dell’avviamento e degli andamenti del fatturato.

Quanto agli impianti posti fuori dai centri abitati e completamente automatizzati, i cosiddetti ghost (fantasmi), saltano tutti i vincoli o le limitazioni al loro utilizzo continuativo temporale:

Per aumentare la concorrenzialità e l’efficienza dei servizi, viene consentita negli impianti l’attività di «somministrazione di alimenti e bevande», ma anche la vendita di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza della superficie dell’impianto. Mentre per la rivendita di tabacchi è richiesta una superficie minima di 1.500 metri quadrati. Elemento più importante, è permessa «la vendita di ogni bene e servizio nel rispetto della vigente normativa relativa al bene e al servizio posto in vendita ». Indicazione di tutte le cifre Novità delle novità è un articolo che impone una maggiore trasparenza nelle informazioni ai consumatori sui prezzi. Entro sei mesi dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto, il ministero dello Sviluppo economico indicherà le nuove modalità della cartellonistica dei distributori. Lo scopo è quello di assicurare che i prezzi in modalità «non servito » vengano forniti senza indicazioni sotto forma di sconti,mentre il prezzo del «servito» vada esposto separatamente, indicando quest’ultimo come differenza in aumento rispetto a quello del «non servito».

Inoltre delle tre cifre che seguono la virgola nel prezzo, le prime due (su tre) devono essere evidenziate:

Compagnie, niente cessione Cosa manca rispetto al progetto originale? In un primo momento era stata ventilata l’ipotesi che le compagnie petrolifere fossero costrette a cedere fino a un terzo delle pompe di benzina direttamente possedute a gestori autonomi. Il governo non ha mai confermato questo disegno che nella versione ultima appare attenuato: non c’è obbligo di cessione da parte delle compagnie, ma possibilità di acquisto da parte dei gestori. Riusciranno queste norme a incidere sul prezzo del carburante che, come è noto, è formato per più della metà (59%) da tasse e balzelli? Intanto la Faib Confesercenti conferma lo sciopero dei benzinai nei prossimi giorni ma di 72 ore e non di una settimana, come era stato detto in un primo momento.

Gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce venduta ma anche defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore:

Inoltre potranno rifiutare le forniture di prodotti complementari (gadget) forniti dagli editori e dai distributori e potranno altresì vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto. In coda a questo articolo ne è stato inserito un altro che liberalizza il settore dei diritti di autore, favorendo la creazione di nuove imprese nel settore della tutela. Restano salve le funzioni assegnate in materia alla Siae. Clausola vessatoria Saltate tutte le novità in tema di commercio e saldi, il decreto si è concentrato sulla tutela dei consumatori, introducendo una particolare norma sulle clausole vessatorie. L’Autorità per la Concorrenza, d’ufficio o su denuncia, accerta la vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra professionisti e consumatori in moduli, modelli o formulari. Le clausole così individuate vengono pubblicate su un’apposita sezione del sito internet dell’Autorità e sul sito dell’operatore che l’ha adottata e su altri mezzi ritenuti idonei. Una sorta di moderna gogna online. Stretta anche sulle carte di servizio il cui rispetto dei contenuti diventa vincolante e dà diritto a risarcimento in caso di violazione.

     
 

5 Commenti

  1. angela lettieri scrive:

    credo che ci manderanno in pasto a chissa’ quali carnefici….secondo loro con le liberalizzazioni ci sara’ un calo prezzo….mah ,forse pensano di creare qualche posto di lavoro in piu’..ma facendoci arrabbiare fra di noi!!il colmo||

  2. Andrea scrive:

    Egregio Professore, se queste sono le tanto paventate “liberalizzazione”, faccia un favore… vada a casa e ci lasci fallire in santa pace!

    Ma porca miseria! più della metà del costo dei carburanti sono accise ed IVA… vuole fare tutto sto casino per 5-10 centesimi al litro? non perdiamo tempo!

  3. Fabrizio scrive:

    Finalmente un Governo che sa cosa fare, anche in considerazione del fatto che sono persone preparate ed esperte. Avanti così Monti! Ci stiamo avvicinando agli altri Paesi europei, dove la benzina, liberalizzata, costa decisamente meno e dove le liberalizzazioni hanno prodotto BENEFICI PER IL POPOLO E NON PER LE CORPORAZIONI! Chi parla in difesa contro le liberalizzazioni non ha le idee chiare, non sa cosa significa fallire ed è connivente con la situazione che ha portato la fame che soffre il popolo.
    Se qualcuno vuole aprirsi al concetto si fallimento, guardate Ballarò di giovedì scorso e capiete cosa succede in Grecia: sono tutti senza macchina!!!! SVEGLIATEVI, C…O!

  4. micmic scrive:

    10 centesimi al litro sono 7 Euro di differenza nel pieno della mia macchina. E poi c’e’ gente che si vanta di non conoscere la matematica.

    • Andrea scrive:

      Si, certo.. come no! sono le accise il problema non il il residuale che va al benzinaio che, non ti scordare, fa impresa e da lavoro il più delle volte. Altro che matematica.. questo è buon senso e conoscere le cose!

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