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L’ISIS si avvicina ad Aleppo, la Russia bombarda ancora in Siria

L’ISIS avanza su Aleppo sfruttando l’effetto dei bombardamenti russi. Gli uomini del califfato avrebbero anche ucciso un importante generale iraniano in Siria.

A general view shows damaged buildings in the town of Darat Azzah, west of the northern Syrian city of Aleppo, following reported bombings by government forces on October 7, 2015. Earlier in the day Syrian regime forces, supported by heavy Russian aerial bombing and cruise missile strikes from warships, launched a major ground offensive against rebels in a coordinated attack in Hama province. AFP PHOTO / AMC  / FADI AL-HALABI        (Photo credit should read Fadi al-Halabi/AFP/Getty Images)
La città di Darat Azzah, nei pressi di Aleppo, bombardata dai russi nei giorni scorsi.  AFP PHOTO / AMC / FADI AL-HALABI (Photo credit Fadi al-Halabi/AFP/Getty Images)

 L’ISIS APPROFITTA DEI BOMBARDAMENTI RUSSI –

Ieri si parlava di un’offensiva delle forze governative sostenuti dai russi, oggi invece si viene a sapere che ad avanzare sono stati gli uomini dell’ISIS, che hanno approfittato del fatto che gli altri ribelli nei pressi di Aleppo si erano messi al coperto dai bombardamenti russi, per avanzare e conquistare un paio di villaggio nei pressi della città, il maggiore centro siriano nel Nord del paese.

IL GENERALE IRANIANO UCCISO AD ALEPPO –

Un altro successo degli uomini del califfato è stata l’uccisione del generale iraniano Hossein Hamedani, stato ucciso alla periferia di Aleppo dov’era impegnato  come consigliere militare per l’esercito di Damasco. Ne ha dato annuncio la televisione iraniana senza dettagli sulla causa della sua morte.

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I RUSSI AVANTI, GLI AMERICANI INDIETRO –

L’offensiva governativa non deve tuttavia essere sottovalutata alla luce di queste notizie, le diverse forze alleate con Assad stanno effettivamente avanzando nella zona di Idlib, mentre i bombardamenti russi sembrano procedere senza risparmio, tanto che già cominciano ad arrivare notizie a proposito di ospedali e altre strutture per la cura colpite dall’aviazione militare di Putin. Notizia per la Siria arrivano anche da Washington, fonti dell’amministrazione Obama hanno fatto sapere al New York Times che gli Stati Uniti hanno cessato il discusso programma d’addestramento dei ribelli siriani, costato centinaia di milioni di dollari senza riuscire a sfornare poco più di qualche decina di guerriglieri, la metà dei quali poi passati al nemico.

L’UNIONE EUROPEA: VIA ASSAD –

Gli stati membri dell’Ue concordano sul fatto che il presidente siriano Bashar Assad non dovrebbe far parte della futura leadership del paese. Lo ha reso noto una fonte dell’Unione europea. «Chiaramente, c’è un consenso (tra i paesi dell’Unione europea) sul fatto che Assad non farà parte della futura leadership della Siria … Non posso dire esattamente come questo sarà formulato, la dichiarazione finale è in discussione in questo momento», ha detto la fonte. Gli Stati Uniti, che non ritengono Assad legittimo presidente della Siria, stanno conducendo attacchi aerei senza l’approvazione di Damasco e stanno addestrando le forze di opposizione nel paese nel quadro di una coalizione internazionale. Mosca, al contrario, sostiene che l’amministrazione Assad è la legittima autorità in Siria. Tuttavia Washington e lo stesso Obama hanno chiarito come non ci sia alcun veto per una transizione che includa Assad, si parla quindi un ostracismo verso Assad spostato avanti nel futuro o almeno dopo che nel paese sarà tornata una parvenza di pace e non più di una preclusione alla permanenza di Assad al potere assoluta, in alternativa al quale c’è solo una Siria nella più completa anarchia.

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