Victor Victoria, ovvero isn’t she lovely?

19/02/2009 - Proprio una bestia, o almeno così viene ri-accolta dalle sue simili. La prima volta, un esempio, la seconda volta, un massacro: quando il gioco smette di essere un gioco perché si tocca con mano la felicità di quell’altra, non tocchi

     
 

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Proprio una bestia, o almeno così viene ri-accolta dalle sue simili. La prima volta, un esempio, la seconda volta, un massacro: quando il gioco smette di essere un gioco perché si tocca con mano la felicità di quell’altra, non tocchi soltanto quella (di) mollezza e non è solo il gioco, ma il palmo, a diventare più duro. Il marito si salva. Ha un valore aggiunto e indiscusso. Beckham l’unico e vero è giocatore e campione che lo ami o non ami non si discute. Non si discute la bolla speculativa intorno a lui perché è lui che non si discute né come uomo e soprattutto come funzioni il giocatore. A Victoria invece l’aggiunto non è il valore ma solo il cognome e anzi. E’ un’aggiunta che le toglie tutto. Virago, arrivista, volgare. Muta, ciarliera, così così. L’unica donna al mondo rimproverata dalle donne per essere troppo magra. “Dimenticatevi il mio passato” dei suoi vent’anni funziona a giorni alterni, un giorno è chicazz’è, un giorno la Splash Style, l’altro ancora solo la vecchia (ex) Posh Spice. Prova pure a ricantarlo tra un fallimento discografico e l’altro, per venirvi incontro, che non è certo perfetta, “Not such a innocent girl”. Ma non basta. O è una X oppure soltanto una ex, si spera al più presto di tutto. E fa i figli rinunciando a cantare e non basta, ne fa tre ? bastavano due. E’ cornuta e la deve pagare. Beckingham palace diventa BecchinghAdams: ogni occasione è buona per ricordarcela signorina. E quanto l’amore la ami.“My love is for real” protesta: col fischio o senza, radio serva risponde. Ride, non ride, ride e che si ride, non ride e che ingrata, la sua biografia è classificata rigorosamente non fiction. Tutto vero, Cronaca Vera. “Resentment“, ce l’ha con noi la santarellina. Rebecca Loos giusta rivale per una loser, e in terza gravidanza, quindi non ad armi pari. Che (s)figa, la canzone sul fatto che sia vero amore quello per il fedifrago non uscirà mai, che meschina. “Open your eyes” non uscirà che in rete, sei un’ipocrita.

Dior, no, i marchi, no, il suo marchio, ma che sei una povera pazza ? Tre figli ma se sono 3 maschi, si ma hanno nomi da agenzie di viaggio e poi manca la femmina perché Victoria ne sarebbe invidiosa, di avere Cenerentola in casa. Però: come Madonna. Va allo stadio, non ci va, resta in casa, non ci resta troppo specie quando arriva la bambinaia per quell’eterno bambino del marito. Colpa sua se arriva secondo al Pallone d’oro, è infatti l’anno in cui si sono sposati. Anche se è proprio in quel fatidico ’99 che il neo sposino vince tutto di tutto. Regina delle wags: un modo per indicare la succhia cazzi parlando d’altro, di calcio. Troia, l’alfa e l’omega rigorosamente bisex del qualificare una donna. C’è di peggio che ti dicano troia. Che non te lo dicano mai. Che non te lo dicano più. E allora diete, massaggi, operazioni scervellate à la Michael Jackson. Mora, bionda: magari calva. Giudicare Victoria dai vestiti. Dalle scarpe. Dal look. Giudicare Victoria come una qualsiasi altra donna, dall’aspetto, è in fondo tutto sommato il male minore. Piuttosto che giudicare una vita intera facendo delle piccole ingiustizie, giudicarne i dettagli che ne fanno l’esistenza di tutti i giorni facendone di grandi (magari) ingiustizie. Giudicare i particolari per non giudicare le esistenze: è così che si giudica (la moglie di) un giocatore. Per Ferguson i figli li cresce chi li ha fatti, ragiona come il Freddo di Romanzo Criminale ma è sempre colpa di Victoria. Vanno a Madrid, perché lei vuol fare il nuovo cinema d’autore ed entrare ad Hollywood dalla porta di servizio. Il marito diventa metrosexual non per rimorchiare ancora ma per colpa degli amici froci della moglie, nella moda come nei cassetti dove cerchi i calzini. A Madrid vedi l’uomo che nel cannibalismo della passione divorava indossandoti le tue mutande fare piedino (e finire sui giornali) in tutte le lingue del mondo. Ed immancabilmente la domanda è dov’era ? si, c’era ma guardava in camera . Il tradimento serio però seriale e quindi di tutte fa davvero bene alla coppia. Crescono fiducia e prudenza. La prima volta, perdono. La seconda, lei non gli dice e lui non la sente tanto niente (forse) succede e comunque basta aggiornarsi leggendo il giornale e così vissero prudenti e contenti. Hollywood, se non ce l’ha fatta per vie traverse, delle tre ombre (tramontata vivaddio la musica ) cioè moda, il cinema e l’occhio al marito, quell’ubriaca di se stessa prende la diritta al suo scopo. Quella al centro.

Rifiutata al momento la moda perché l’Italia è la patria del gusto e perderebbe di brutto, scelto il cinema, rifugio di tutti i falliti. In pasto a Scientology. A lei han dato undici miliardi di lire l’anno per un campionato che non lo dura neanche un anno, per uno (e con uno) che può squagliarsi e squagliarsela in qualsiasi momento. A lui gli ipod d’oro, a lei d’oro darebbero ben volentieri maniglie (d’amore). E’ sempre di Victoria che deve tornare a giocare in nazionale inglese il ritorno alla vecchia Europa dove inchinarsi con modestia senile alla moda vera tutt’altro che posh vestendo altre mutande, quelle di Armani. Tanto col photoshop non fa peccato. E’ l’undici gennaio del 2009 quando debutta. Non è che un debutto ? Quella sera la Roma che trema per la presenza di un Beckham è quella in tribuna. Panico tra il generone più che a centrocampo. Certo, la Victoria bella bella non è. Però se dobbiamo parlarne in confronto a Rosella Sensi, per omaggio al già citato Lenny Bruce che diceva, sinistra o destra che importa, ammazziamoli tutti ‘sti brutti, Victoria pur con la cicatrice al ginocchio, le arie da mazza e la pelle appesa che chiede pietà e di esser finita ci apparirà sempre bellissima. Per sfregio alla Presidentessa. Del marito, Best diceva che a parte tutto (quel che non sa fare) è ok. Della moglie Bestia invece anche i sobri sanno che a parte tutto quello che fa male e non fa, niente è ok. “Ho goduto una vita immeritatamente felice“, fece scrivere il cattociccione Keith Chesterton come lapide sulla sua tomba. Victoria finalmente tranquillizzata delle sue mollezze sarà più lapidaria. Per sempre, Dura che duri.

     
 

9 Commenti

  1. Lucia scrive:

    “Scelgono questa specie di figo cesso ovvero cesso molto figo per essere e sembrare sempre loro la bella del duo con la bestia.”

    Non sono d’accordo! hai descritto la donna come un essere “superficiale”! la donna e l’uomo rappresentano l’opposto, testa o croce, della stessa moneta: la donna prototipo (non sempre) di “bellezza”, l’uomo prototipo di “forza”…e nel qual caso scelga l’uomo come hai ben descritto tu “figo cesso” è probabilmente, e non voglio farne retorica, perchè, a differenza dell’uomo, non si sofferma alle apparenze, va al di là della bellezza esteriore…il fascino è nell’intelligenza!…ma è vero anche l’inverso: il più delle volte “il bello si accoppia al bello”.

  2. Zamax scrive:

    Ma chi è quel malato che sceglie le fotografie?
    Se non è un malato è una femmina perfida.

  3. ricchiuti scrive:

    Le foto le ho scelte io.
    Siamo tutti superficiali, Lucia, vivaddio non siamo così complessi come ci vorrebbero oroscopi e psicanalisti.

  4. gloria scrive:

    “E semplicemente tutto il veleno che inghiotti e hai fatto inghiottire alle altre semplicemente perché sei Victoria ” ma va, non mi piace nemmeno il marito.

    “tutte le donne pensano di essere eleganti …”

    Devo essere un travestito.
    Bel pezzo

  5. Zamax scrive:

    Geniali, le foto. Finalmente qualcuno che ha sensibilità artistica qui a Giornalettismo.

  6. gregorj scrive:

    (voi due insieme siete un tajo. Dovreste scrivere articoli in coppia)

  7. Lucia scrive:

    @Ricchiuti
    Infatti, ritengo che la “superficialità” appartenga all’uomo, in quanto è poco selettivo. :)

  8. ricchiuti scrive:

    Chissà perché quando dico “tutti” Lucia si esclude.
    Lucia, conosco delle selezionatrici così poco superficiali che sono andate subito a fondo.

    Potremmo scrivere firmandoci Gemelli Diversi o Glimmer Twins “Mica ve l’aspetterete ancora (Santa) l’Inquisizione, mica ve ne aspetterete ancora una”, aspettative e scacciapensieri d’inizio millennio.

  9. Gregorj scrive:

    O se no, “Il manganello e l’aspersorio” (cit.)

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