La tredicenne che va a scuola… con la figlia
20/01/2012 - La decisione del tribunale dei minori Diventa madre a soli 13 anni, e per non perdere le lezioni portera’ la figlioletta di 2 mesi a scuola. Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Napoli che, si legge sul portale
La decisione del tribunale dei minori
Diventa madre a soli 13 anni, e per non perdere le lezioni portera’ la figlioletta di 2 mesi a scuola. Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Napoli che, si legge sul portale web del Corriere del Mezzogiorno, ha stabilito per A., studentessa dell’Istituto commerciale ‘Filangieri’ di Frattamaggiore in provincia di Napoli, l’obbligo di segiure le lezioni e di occuparsi della piccola.
LA NURSERY – La segreteria della scuola e’ cosi’ diventata un’improvvisata nursery: carrozzine, bottigliette del latte e palloncini colorati tra i faldoni e i registri scolastici, e tutti a fare a gara per tenere in braccio la piccola D., nata a novembre. La tredicenne, e’ stata ‘scovata’ dalla preside dell’Istituto Giuseppina Cafasso in virtu’ della campagna messa in piedi per fronteggiare la dispersione scolastica. “Era praticamente ‘dispersa’ – spiegano gli operatori scolastici – quando l’abbiamo rintracciata abbiamo scoperto che stava per avere un figlio”. Della vicenda e’ stato informato il tribunale per i Minori che, di concerto con l’assistente sociale, ha deciso: nonostante la studentessa fosse diventata madre da due mesi, doveva comunque seguire i corsi. Dunque, la piccola ancora lattante e’ stata affidata alle cure della preside e di tutte le insegnanti.
NIENTE DA FARE – “Ci sono tre signore che si occuperanno della bimba – spiega la professoressa Rossella Ragona – siamo tutti impegnati perche’ alla bimba non manchi niente”. La studentessa-madre ha solo tredici anni e il papa’ della bimba appena 17 non hanno a chi affidare la figlioletta durante le ore di lezione. La ragazzina puo’ seguire i corsi solo se accompagnata dalla piccola: la bambina infatti, non puo’ stare lontano dalla madre per piu’ di due ore. Percio’ dopo il suono della campanella, la tredicenne A. si reca, tra una lezione e l’altra, in segreteria ed allatta la bimba. La preside ha anche deciso di trasferire la ragazza dalla sede succursale a quella centrale per tenere direttamente sotto controllo la situazione. (ADNKronos)













Da noi fa notizia in altre parti del mondo capita sovente..senza dimenticare che anche in Italia al tempo di “figli alla Patria ” erano molte ragazze ad avere la prole a quella età.. e nelle colonie dell’Impero.. Italiano le spose locali avevano quasi sempre la giovane età di 13-14 anni..
Non credo ceh a quei tempi ci fosse la scuola dell’obbligo…
Sarebbe un articolo carino ma come al solito c’è qualcosa che non quadra… ci sono buttiglie di latte in giro? ma se lei ogni 2 ore allatta che bottiglie ci vogliono??? mah…..
Se non allatta al seno è normale che ci sia del latte in giro, non credi?
ahahah federico! forse ruth non sa che “allattare” non significa necessariamente dal seno materno.. ehhh ruth ruth ruth…
solo a Napoli possono succedere ste robe. bambini a 13 anni? che educazione date ai vostri figli? -.-
…me lo domando anch’io, sai?
Forse dalle TUE parti educate le tredicenni che si “impicciano” alle interruzioni della gravidanza…. e chissà se, per timore di genitori poco comprensivi, queste non ricorrano anche agli aborti clandestini.
Dalle mie parti, nel napoletano, si dice :” nun te fa masto”, significa “non erigerti a maestro”, non essere saccente, insomma e poichè la vita ha tanti risvolti, ritengo che questo sia un valido consiglio.
hai ragione, solo a napoli possono succedere cose del genere, nel ricco nord le figlie di buona famiglia i loro bimbi neonati li buttano direttamente nei cassonetti, così nessuno sa niente, come da educazione ricevuta!!
vero, solo a napoli succedono cose del genere, al nord le ragazzine di buona famiglia sono educate a lasciare i neonati nei cassonetti, che un neonato in giro in una scuola media a milano non sta per niente bene, non fa chic!
Io sono di Trento, e il caso della ragazzina di Napoli è un esempio di come andrebbe seguita una “ragazzina madre”. L’esatto contrario di ciò che è accaduto a Trento, dove invece la ragazza è stata costretta ad abortire dai genitori, persone miopi e senza valori.