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Fisco più leggero per le partite Iva: il piano del governo

Partite Iva,

ora il governo Renzi punta a un intervento organico, sia in tema fiscale che su quello delle tutele. Come spiega il Messaggerol’obiettivo che l’esecutivo si è posto soltanto in parte potrà essere attuato attraverso la legge di Stabilità. Si ripartirà dal pasticcio dello scorso anno, quando gli autonomi protestarono con forza sulla riforma del regime dei minimi, costringendo poi lo stesso governo a fare marcia indietro, prorogando per un anno la possibilità di sfruttare il vecchio regime fiscale agevolato.

PARTITE IVA, IL PROGETTO DEL GOVERNO –

Il quotidiano romano offre qualche anticipazione sul progetto nella mente della maggioranza renziana:

«L’ha data il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, alla rivista Il consulente del lavoro. I temi delineati sono tanti, anche se lo stesso Taddei ha riconosciuto che non potranno essere tutti perseguiti nell’immediato. C’è ad esempio la questione dei tempi di pagamento, che si pone per i lavoratori autonomi in modo ancora più stringente rispetto ai fornitori di beni e servizi, trattandosi essenzialmente del loro reddito.L’idea è di assicurare tempi certi, prevedendo per coloro che dall’attività ricavano il proprio sostentamento, un termine massimo di 30-60 giorni. Altro capitolo sono le tutele per malattia e disoccupazione. Si tratta di estendere le forme di protezione che in parte già esistono, ma con pesanti limiti: naturalmente questo ha dei costi per lo Stato e quindi la soluzione potrebbe arrivare gradualmente, in una fase successiva. Difficile dunque che l’argomento possa essere affrontato già nella imminente legge di Stabilità», si legge.

IL NODO DEL REGIME PER I MINIMI –

Resta però la necessità di risolvere anche il nodo del regime fiscale per i minimi, che sarà affrontato con la legge di stabilità:

Il Messaggero spiega come si tratti di «lavoratori per lo più giovani, con partita Iva e guadagni limitati. La soglia (in termini di ricavi) per poter usufruire di una tassazione agevolata del 5 per cento tornerebbe in via definitiva a 30 mila euro, rispetto al livello di 15 mila; l’aliquota ridotta potrà essere sfruttata per un periodo di cinque anni (mentre il meccanismo proposto lo scorso anno e non gradito dagli interessati non aveva limiti temporali). Il costo stimato per lo Stato è di alcune centinaia di milioni, ma stavolta le regole dovranno essere studiate con attenzione visto che comunque c’è il rischio di scontentare i non moltissimi lavoratori autonomi che al contrario avevano tratto beneficio dalle novità»

LEGGE DI STABILITÀ, I LAVORI –

Restano pochi giorni ancora per ultimare l’articolato della legge e individuare le coperture necessarie. Mercoledì o giovedì è previsto il Consiglio dei ministri. Anche perché il 15 è l’ultimo giorno utile sia per approvare il provvedimento da inviare alle Camere, sia per spedire a Bruxelles il corrispondente “Documento programmatico di bilancio“. Tutto mentre il Parlamento dovrà votare anche le risoluzioni con le quali viene dato parere favorevole alla Nota di aggiornamento al Def. Quella con la quale, precisa il quotidiano romano, si autorizzerà il ricorso alla flessibilità e la temporanea deviazione dal cammino verso l’equilibrio finanziario:

«Nella bozza messa a punto al Senato il via libera è condizionato al prolungamento oltre il 2015 della decontribuzione a beneficio dei nuovi assunti, a ulteriori interventi a favore dei lavoratori esodati e all’introduzione del principio della flessibilità nei requisiti per la pensione»