Unioni Civili
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Unioni Civili, maggioranza divisa. Ncd: «Forzatura inaccettabile»

Unioni Civili,

non basta il nuovo testo presentato dalla relatrice dem Monica Cirinnà per ritrovare l’asse interno alla maggioranza. Pd e Nuovo centrodestra restano distanti sul provvedimento, con gli alleati alfaniani che parlano di  «una inaccettabile forzatura di cui non se ne comprende il senso», come ha accusato l’ex ministro Maurizio Lupi (Ncd, capogruppo di Area popolare). Come spiega il quotidiano “La Repubblica“, le truppe parlamentari di Angelino Alfano non intendono cedere. E anche all’interno del Pd, tra i cattolici dem, le resistenze non sono del tutto rientrate. Una ventina erano i senatori critici, soprattutto sulla step child adoption: dopo la nuova riformulazione del disegno di legge, il compromesso sembra essere considerato accettabile, ma si prova ancora a limare il testo.

maurizio lupi m5s
Maurizio Lupi

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UNIONI CIVILI, MAGGIORANZA DIVISA. IL NUOVO TESTO –

Il Corriere della Sera racconta le tensioni a Palazzo Madama, a pochi giorni di distanza dal passaggio fondamentale del voto sulle riforme costituzionali. Al di là delle tensioni interne e con Ncd, il Pd è però pronto a far sbarcare il testo direttamente in Aula.Tra i cambiamenti rispetto al ddl in discussione in commissione Giustizia c’è in particolare l’eliminazione di rimandi espliciti agli articoli del codice civile sul matrimonio:

«In particolare ci si è accorti che due articoli — il 147 e il 148 — riguardavano la cura e il mantenimento dei figli e sono stati aboliti completamente, mentre gli altri sono stati riscritti nel disegno di legge, invece di riportare riferimenti agli articoli del codice. «La presunta riscrittura sulle unioni civili da parte del Pd è irricevibile», ha commentato Maurizio Gasparri, Forza Italia. […] Il testo dovrebbe arrivare in aula tra il 13 e il 14 ottobre, subito dopo l’approvazione delle riforme costituzionali, traguardo ormai in vista dopo l’accordo con la minoranza pd. I numeri per approvare il nuovo testo ci sono, ma grazie alla maggioranza variabile, che vede il Pd con l’appoggio del Movimento 5 stelle, Sel e anche il nuovo gruppo dei verdiniani. A chiamarsi fuori, tutti i senatori di Ncd, in testa Carlo Giovanardi, Maurizio Sacconi e Renato Schifani.

Attacca il Pd, invece, il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, che parla di “forzatura”. E il collega di partito, Maurizio Lupi, precisa:

«Si tratta di un’accelerazione inaccettabile e incomprensibile». Pausa. «Anzi, è comprensibilissima: siccome nel Pd c’è una spaccatura con la minoranza interna, vedi riforme costituzionali, tirano fuori dal cilindro il tema delle unioni civili per cercare di ricompattarsi». 

Onorevole Lupi, tre italiani su quattro sono favorevoli alla legge sulle unioni civili. E voi?

 
«Noi vogliamo la legge sulle unioni civili, deve essere però una buona legge: non servono accelerazioni perché non danno il tempo di trovare punti di incontro». 

Sui tempi il Pd però non vuole frenare ancora: la stessa Cirinnà è convinta che ci sia ancora una finestra tra il 14 e il 23 ottobre per dare il via libera al disegno di legge. Poi, sarà Ncd a decidere cosa fare.

IL NODO DELLA STEPCHILD ADOPTION –

Il nodo principale resta quello della stepchild adoption , ovvero l’adozione del figlio biologico del compagno, norma che lascia perplesso anche un gruppetto di senatori pd. Tra questi i cattolici Emma Fattorini, Stefano Lepri, Maria Rosa Di Giorgi, Stefano Collina, Gianpiero Dalla Zuanna, Mauro Del Barba, come ricorda il quotidiano diretto da Fontana:

«Condividiamo la necessità di riconoscere la piena funzione genitoriale al partner del genitore naturale, ma non ci convince la soluzione adottata nel testo. Ma sono nodi che si possono sciogliere. Troviamo un po’ patetico il balletto tra chi sostiene che il nuovo testo sulle unioni civili sia troppo avanzato oppure troppo prudente. In realtà si tratta di un testo ancora non definitivo che però contiene numerose modifiche che rafforzano il carattere originario del nuovo istituto giuridico». Ben più decisa, invece,la posizione contraria dei senatori ncd. Sostiene Maurizio Sacconi: «L’adozione del figlio biologico del coniuge ripropone la genitorialità delle coppie omosessuali e la implicita legittimazione dei figli comprati con l’affitto dell’utero di donne povere. Ed è quest’ultimo l’elemento più divisivo», si legge.

In vista c’è intanto una replica del Family day dello scorso 20 giugno, promossa dagli aderenti alle associazioni dell’area cattolica più conservatrice.