|

Roma, il Pd ora pensa al dopo-Marino (e al voto nel 2016)

Ignazio Marino gode sempre di meno fiducia da parte dei vertici del Pd. Il partito, dopo lo scandalo degli scontrini, non ha più intenzione di coprireil sindaco di Roma, e pensa già alle soluzioni per sostituirlo. Nel 2016.

IGNAZIO MARINO, RENZI PENSA AL PIANO B –

A raccontarlo è un articolo di retroscena pubblicato stamane dal Corriere della Sera. Come rivelato da alcuni parlamentari amici, il presidente del Pd Matteo Orfini non avrebbe più voglia di mettere Marino sotto la sua ala protettiva, mentre il premier-segretario Renzi starebbe già valutando il nome di un sostituto:

«Non si può più andare avanti così», lo hanno sentito ripetere a Palazzo Chigi. E chi lo conosce bene, come il renzianissimo e toscanissimo onorevole David Ermini, spiega: «È chiaro, il capo ha già deciso e sta pensando al dopo, cioè sta ragionando sul nome del nuovo candidato sindaco». Chi sarà mai? C’è chi punta sul prefetto Gabrielli e chi sull’usato sicuro, ossia su nomi di ex come Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Ma c’è anche chi è convinto che il premier non voglia lasciare Alfio Marchini al centrodestra. Insomma, il dado sembra proprio tratto. O quasi. Perché c’è una questione di tempi.

 

LEGGI ANCHE: Marino non si dimette: «Basta polemiche, restituisco ogni spesa di rappresentanza con la carta di Credito»

 

IGNAZIO MARINO, IPOTESI VOTO AD OTTOBRE –

Si potrebbe tornare al voto già in primavera, o tra dodici mesi esatti. Spiega ancora il Corriere:

Se Marino fosse messo da parte prima di febbraio prossimo, le elezioni per il nuovo sindaco si svolgerebbero, per legge, insieme alle prossime amministrative, nella primavera del 2016. E ci sarebbe perciò poco tempo per far scordare ai romani l’attuale gestione della città e per preparare la campagna del Pd. Non solo, in caso di sconfitta si rischierebbe di regalare la passerella del Giubileo al sindaco di un altro partito, magari a un grillino. Un’eventualità, questa, che chiaramente non può piacere a Renzi. Se invece Marino cadesse dopo febbraio si arriverebbe alla finestra elettorale dell’ottobre 2016.

Insomma, il Pd avrebbe il tempo di far dimenticare grandi e piccoli scandali dell’amministrazione romana. Ma Renzi non ha ancora deciso quando intervenire. Del resto rimuovere un sindaco in carica non è facile. Tra le ipotesi che circola anche quella del gesto clamoroso: dichiarare in tv che Marino non ha più niente a che fare con il Pd.

(Foto di copertina: Ansa / Ettore Ferrari)