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Sinodo della Famiglia 2015: “Facciamo le donne diacono”

Sinodo della Famiglia 2015: “Facciamo le donne diacono“. Una presa di posizione netta e chiara da parte di un padre sinodale che ha pubblicato in maniera integrale e ufficiale l’intervento da lui tenuto nella Congregazione Generale sul suo blog – nella volontà di raggiungere, dice, il maggior pubblico possibile. Un discorso, quello di Paul-André Durocher, fino a poco tempo fa presidente della Conferenza Episcopale Canadese, che si inserisce in un tema che fa capolino, dicono i Padri Sinodali in Conferenza Stampa, durante le discussioni dei Circula Minores che sono iniziati oggi: quello del ruolo della donna all’interno della Chiesa.

SINODO DELLA FAMIGLIA 2015: “FACCIAMO LE DONNE DIACONO”

Durante le discussioni nei Circoli Minori, accanto ai Padri Sinodali parlano anche i delegati fraterni ed ecumenici (ovvero rappresentanti di altre confessioni cristiani e altre religioni) e anche fedeli laici, fra cui famiglie; già salito all’onore delle cronache il caso del bambino di tre mesi, figlio di una coppia di laici, che piange e ride durante le sessioni del Sinodo.

Proprio il ruolo delle discussioni con i laici, dicono i Padri Sinodali, starebbe contribuendo in maniera importante alla profondità e alla qualità delle discussioni.

Chiaramente, la parola spetta ai Padri Sinodali: ed è proprio uno di loro che ha pronunciato, e ha condiviso con il pubblico, una proposta dirompente.

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Paul-André Durocher, canadese, che già nella prima conferenza stampa del Sinodo non aveva fatto mistero di voler prendere le distanze dal testo introduttivo al Sinodo del cardinale ungherese Peter Erdò, nei tre minuti di discorso in congregazione generale, ha pronunciato parole piuttosto innovative sul ruolo della donna nella chiesa, proponendo che alle donne venga concesso l’accesso all’omelia e all’ordinazione diaconale. “Le statistiche più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano un fatto sconvolgente: ancora oggi, più di un terzo delle donne nel mondo sono vittime di violenze coniugali”. Una realtà, dice Durocher, davanti alla quale la Chiesa non può più tacere. E per questo, continua il Monsignore, è necessario che “questo Sinodo affermi chiaramente che un’interpretazione corretta delle Scritture non permette mai di giustificare il dominio dell’uomo sulla donna. In particolare, questo Sinodo deve affermare che il passaggio di San Paolo dove si parla della sottomissione della donna all’uomo non può mai giustificare il dominio dell’uomo sulla donna, e ancor meno la violenza nei suoi riguardi”.

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Ancora, dice il monsignore, questo non può che essere il primo passo. Sono tre le azioni che Durocher sottopone all’assemblea dei vescovi.

Primo, che questo Sinodo consideri la possibilità di consentire a uomini e donne sposati, ben formati e accompagnati, la possibilità di prendere la parola alle omelie della Messa, al fine di testimoniare il legame fra la Parola proclamata e la loro vita di sposi e di genitori.
Secondo, che al fine di riconoscere l’uguale capacità delle donne di assumere delle posizioni decisionali nella Chiesa, questo Sinodo raccomandi di nominare delle donne ai posti che possano occupare nella Curia romana e nelle nostre Curie diocesane.
Terzo, riguardo il diaconato permanente, che questo Sinodo raccomandi l’apertura di un processo che possa eventualmente aprire alle donne l’accesso a questo ordine che, come dice la tradizione, non è orientato al sacerdozio, ma al ministero.

Una proposta che, ricorda Durocher, era stata paventata anche dal Papa Benedetto XVI; una proposta per la quale, da qualche anno, si battono movimenti ecclesiali femminili di base per l’ordinazione delle donne, che hanno già accolto l’uscita di Durocher con interesse, ma anche con una certa dose di insoddisfazione.

Nonostante il ritorno del diaconato di donne ordinate non sia di per sé una misura sufficiente ad includere le donne in tutte le parti della guida e del ministero sacramentale della Chiesa – perché solo la piena ordinazione al sacerdozio e all’episcopato può condurre a questo – la campagna “Womens Ordination Worldwide” sostiene il ritorno del diaconato. E’ più che dovuto. E le cosiddette ragioni che sono state usate per provare a giustificare l’esclusione delle donne dal ministero ordinato sono esclusivamente di squallido pregiudizio.

Non mancano le voci di vento nuovo, dunque, nella discussione sinodale che una partecipante laica al Sinodo, all’uscita dall’aula dei Circula Minores, ha definito “ancora troppo astratto”; “ma sono solo le prime discussioni”, ha affermato un Padre Sinodale, intercettato all’uscita dell’Aula Sinodale: quelle, sottinteso, su cui si è più o meno tutti d’accordo. Non sembra cessare, invece, la contrarietà di molti padri al documento iniziale del Sinodo, la Relatio Introduttiva presentata dal Cardinale Peter Erdo di Budapest. In molti nei circoli avrebbero chiesto se tale documento non sia “eccessivamente sbilanciato” nel disegnare la situazione della chiesa occidentale, e più in particolare europea.

C’è chi si chiede, dunque, se l’impostazione del Sinodo riesca ad essere veramente rappresentativa della Chiesa universale e delle sue preoccupazioni: in Africa, nelle Americhe, in Asia, certe urgenze “dottrinarie” del fronte più conservatore sono molto meno sentite.

Copertina: Paul André Durocher / Youtube