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«Questa legislatura? È la più volgare»

Questa legislatura? È la più volgare della storia italiana. Scrive così Alessandro Trocino sull’edizione del Corriere della Sera in edicola oggi: il giornalista fa la conta di tutti gli episodi in cui i parlamentari delle varie fazioni si sono insultati, apostrofati con epiteti censurabili, e addirittura arrivati alle mani durante le discussioni in Aula.

IMPENNATA DI VOLGARITÀ –

Scrive Trocino, che parte proprio dall’ormai famoso “gesto sessista”, che il senatore Lucio Barani ha riservato alla collega del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi:

Fa quasi tenerezza oggi ricordare il «compagno» Pajetta mentre negli anni 50 apostrofava i democristiani come «cornutacci e forchettoni». Offesa grave, la prima, che oggi è quasi bonaria (anche se c’è chi la iscriverebbe nel capitolo «sessismo»). Mentre i forchettoni sono nulla rispetto a decenni di magna-magna, con i politici attovagliati intorno alle moderne greppie. E se negli ultimi anni il tasso di parolacce e gestacci è aumentato, non c’è dubbio che questa legislatura abbia segnato un’impennata di volgarità. Culminata negli episodi che hanno visto protagonisti negativi (e poco puniti) i senatori Lucio Barani e Vincenzo D’Anna.

E, da qui, parte l’elenco:

Sessismo e volgarità sono di casa tra i velluti e gli stucchi di Palazzo Madama e di Montecitorio. Il 29 gennaio del 2014 il deputato a 5 Stelle Massimo Felice De Rosa, con un casco in mano, trattenuto da due commessi, apostrofa così le deputate del Pd Moretti, Campana, Giuliani, Marzano e Gribaudo: «Voi donne del Pd siete qui perché siete brave solo a fare i p…». De Rosa, querelato, nega di avere usato quel termine, sostenendo di averne usato un altro, non meglio identificato, che non discriminava tra uomini e donne (poi si scusa, parzialmente).
Gli esponenti del Pd non fanno meglio. Carla Ruocco denuncia di essere stata chiamata «puttana» dal Pd Francesco Sanna. Un video mostra il collega Luciano Agostini mentre mostra il dito medio ai grillini, accompagnandolo con insulti coloriti. Tra il dem Luciano Pizzetti e diversi grillini, riportano le cronache, si sfiora la rissa notturna nei corridoi del Senato: volano diversi riferimenti alle «mamme» e alle «sorelle» dei presenti.

EPIDEMIA DI TOURETTE –

Episodi che Trocino definisce come una «epidemia di Tourette» che spinge i parlamentari alla coprolalia:

[…] i parlamentari sparano insulti e parolacce a raffica. Nel dicembre 2014, Tommaso Currò, in fuga dai 5 Stelle, viene definito «uomo di m…». Il 12 febbraio, si scatena un violento alterco tra Sel e 5 Stelle: i deputati della sinistra si arrampicano sui banchi e si sente distintamente volare un «pezzo di m…».

E dalle parole si passa ai fatti:

Il lancio di oggetti è un classico. Fiori, volantini, banconote, faldoni. Un giorno Maurizio Buccarella espone un simbolico canguro di pezza (niente in confronto alla storica mortadella mangiata in Aula da Nino Strano). A proposito di bestie, un dialogo tra Adriano Zaccagnini e Ignazio La Russa fa così: «Sei un animale!». «Ah sì? E tu sei un maiale!».

E poi…

Poi si passa al fascismo, altro classico. Renato Brunetta cita il celebre discorso di Mussolini, e addita il «bivacco di manipoli renziani». Giulia Grillo definisce Rosato «un generale nazista».

E i nomi non finiscono qui: tra saluti romani e slogan del ventennio si ricordano le “opere” bipartisan di Umberto Bossi, Tito Di Maggio, Angelo Sorial e Angelo Tofalo e lo stesso Vincenzo D’Anna, tutti protagonisti delle aule parlamentari.

(Photocredit copertina: ANSA/GIORGIO ONORATI)