La doppia fregatura dell’aumento dell’Iva

20/01/2012 - La circolare dell’Agenzia delle entrate e l’applicazione della tassa sul periodo di fatturazione “L’amara eredità lasciata dal Governo Berlusconi-Tremonti è l’aumento dell’aliquota iva al 21% a partire dal 17 settembre 2011, ma come se non bastasse una circolare emessa dall’Agenzia

     
 

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La circolare dell’Agenzia delle entrate e l’applicazione della tassa sul periodo di fatturazione

“L’amara eredità lasciata dal Governo Berlusconi-Tremonti è l’aumento dell’aliquota iva al 21% a partire dal 17 settembre 2011, ma come se non bastasse una circolare emessa dall’Agenzia delle entrate il 12 ottobre prevede espressamente che sia applicata con due pesi e due misure: a rimetterci sono come al solito i cittadini, tartassati da una disposizione doppiamente ingiusta”. E’ quanto afferma Elio Lannutti, Capogruppo dell’IdV in Commissione Finanze al Senato, in una interrogazione inviata al Ministero dell’Economia.

LA FREGATURA – “In base alla normativa vigente – aggiunge – sulle bollette di acconto si applica l’iva al 21% a prescindere dal periodo di fatturazione dei consumi, quindi anche se precedenti al 17 settembre 2011. Oltre al danno c’è la beffa: se i prossimi conguagli saranno a credito dell’utente la cifra viene restituita con l’aliquota del 20%, mentre se sono a debito si applica il 21%. E’ un paradosso che frutterebbe allo Stato diversi milioni di euro, a danno di un’utenza già fin troppo penalizzata, che con questo ‘trucco’ si trova in una posizione di inaccettabile e ingiustificato svantaggio. Il Governo – conclude Lannutti – deve intervenire subito per rimediare a questo cortocircuito, disponendo il rimborso agli utenti da parte dell’Agenzia delle entrate con una nota di credito del 21%, per non penalizzare doppiamente i consumi precedenti al 17 settembre 2011″.

PARTITE IVA – E arrivano novità anche per le partite Iva. I lavoratori precoci potranno andare in pensione fino al 2017, senza penalizzazioni. La copertura arrivera’ da un incremento delle aliquote contributive che a regime, nel 2016, sara’ dello 0,15%. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl milleproroghe. La proposta di modifica, su cui e’ aperto il confronto tra i diversi gruppi parlamentari, prevede a partire dal primo gennaio 2013 un incremento dello 0,01% delle aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computi delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigianali, commercianti e coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome Inps. Con effetto dall’anno successivo l’incremento sara’ dello 0,04% a cui si aggiungera’ un ulteriore 0,05% a partire dal 2015 fino ad arrivare allo 0,15% nel 2016.(Agenparl)

     
 

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