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Giubileo 2015, non solo Roma: allarme sicurezza da Assisi a Torino

Giubileo 2015, non solo Roma: allarme sicurezza da Assisi a Torino. L’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco porterà nella capitale un afflusso straordinario di pellegrini, che però non si riverseranno solo nella Città Eterna: sono molti i luoghi italiani di pellegrinaggio che si preparano ad accogliere i fedeli. Ad esempio le basiliche francescane di Assisi, o la capitale piemontese, casa della Sindone, o ancora i luoghi del culto di Padre Pio.

GIUBILEO 2015, NON SOLO ROMA: ALLARME SICUREZZA DA ASSISI A TORINO

E’ il Messaggero a fare il punto delle misure di sicurezza che si stanno approntando nei luoghi della cristianità in tutta Italia.

Torino con la Sindone, Gubbio, sede di aeroporto e meta di pellegrini, e San Giovanni Rotondo, luogo simbolo della cristianità. Non è soltanto la sicurezza di Roma a preoccupare, in vista del Giubileo che si aprirà il prossimo 8 dicembre. L’Intelligence lavora già a pieno regime per prevenire e contrastare i rischi di attentati terroristici. Per la sicurezza dell’evento sarà riproposto il modello seguito per l’Expo di Milano, con un dispiegamento di uomini sul campo. E a far crescere la tensione arriva anche l’ipotesi che l’Italia possa intervenire attivamente con i propri tornado a bombardare lo stato islamico in Iraq. Ieri, il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, in audizione al Copasir, ha fatto il punto sulla situazione. L’attenzione dei servizi sarà rivolta naturalmente sul Vaticano e su Roma, ma non saranno trascurati gli altri luoghi di culto che possano attrarre pellegrini.

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha detto ieri in audizione in Parlamento che si stanno ipotizzando “nuovi compiti” per i nostri caccia in missione in Iraq; questo potrebbe aumentare ulteriormente il livello dello scontro e del rischio per i luoghi del Giubileo in Italia.

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I 3800 effettivi che i servizi di sicurezza stanno predisponendo potrebbero non essere sufficienti, e in effetti già si parla di un aumento della dotazione.

Attualmente l’attenzione è rivolta soprattutto al rischio di attentati di matrice islamica. Sono un’ottantina i foreign fighers che hanno avuto a che fare con l’Italia. Di questi, solo sei sono italiani, mentre altri sei hanno il doppio passaporto. I restanti, sono residenti in diversi paesi europei ma hanno avuto contatti con chi si trova nel nostro nel Paese o sono passati dalle nostre città. La preoccupazione riguarda la propaganda via web, che rischia radicalizzazioni, e le azioni di cosiddetti lupi solitari, che potrebbero approfittare dell’evento e dell’esposizione mediatica per compiere gesti eclatanti. Ma i timori sono anche per i gruppi ristretti, come quello entrato in azione a Parigi lo scorso gennaio. Sul fronte interno, l’allarme è minore

Oltre a Roma, dove viene concentrata la maggior parte delle attenzioni, si tengono d’occhio altri “luoghi sensibili”: da Torino a San Giovanni Rotondo, passando per Assisi e Bologna.

Attenzione massima su Bologna: la cattedrale di San Petronio da più di dieci anni è considerata dagli analisti un possibile target degli estremisti islamici. In un affresco del ’400, Maometto, all’inferno, è avvolto dalle fiamme e percosso dai demoni. Anche Torino viene considerato un possibile obiettivo. Sebbene non ci siano segnali specifici, gli 007 lo considerano un luogo a rischio, per il valore simbolico della sindone. Valutazioni analoghe da parte riguardano San Giovanni Rotondo, luogo spirituale d’eccellenza per i cattolici devoti a padre Pio, e Gubbio, meta abituale dei pellegrini, sede di un aeroporto militare che diventerà ad uso civile per la breve distanza da Assisi.

Per Roma sono già pronti i piani di emergenza, gestione ed evacuazione in caso di attacco terroristico.

La città sarà divisa per aree di intervento. La Farnesina, San Pietro e la Stazione Ostiense, vengono considerati i luoghi a maggior rischio. I percorsi giubilari verranno utilizzati per portare i pellegrini alle grandi basiliche, quelle dove ci sarà la maggiore affluenza, ovvero San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo. È stato definito, poi, il programma di emergenza in caso di attacco terroristico. Ciascuno delle centinaia di punti sensibili della città avrà un file dedicato, che contiene un ordine ben preciso con un sistema a ingranaggi, e l’entrata in campo di forze dell’ordine e soccorritori.