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Raffaele Sollecito si difende: «C’è una lobby di forcaioli»

«L’opinione pubblica non è così garantista», è influenzata dai giornali che a loro volta ne vengono influenzati: «c’e’ una lobby di forcaioli». Raffaele Sollecito, il giovane definitivamente assolto dalla Cassazione per l’omicidio di Meredith Kercher, parla così della vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto nella trasmissione di La7 Otto e Mezzo.

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RAFFAELE SOLLECITO: «MI POSSO MUOVERE SOLO IN POCHI PAESI PER NON ESSER RICONOSCIUTO»

– Sollecito si è sfogato: «Sono stato in silenzio nel dolore cercando di risparmiare energie per la battaglia giudiziaria ma ora ho sentito il dovere di parlare». Secondo il ragazzo sui media «non si parlava delle indagini, ma della maglietta, del taglio di capelli, degli sguardi con Amanda». «In pochi Paesi del mondo – ha detto il giovane – posso muovermi senza essere riconosciuto. Ho scritto i libro per dire la mia verità», spiega parlando del suo “Un passo fuori dalla notte”, in uscita per Longanesi editore.

RAFFAELE SOLLECITO: «IL RESPONSABILE E’ GUEDE»

– «Giustizia è fatta nel modo più completo. Si è arrivati all’obiettivo di determinare la mia estraneità ad innocenza a questo reato, ma il problema è che sono passati otto anni per definire quello che era chiaro fin dall’inizio», ha raccontato. Alla famiglia della giovane inglese si sente di dire che «Meredith ha avuto giustizia perché secondo me il responsabile è in carcere, è Rudy Guede». «Non parla di altre persone – ha precisato – dice che eventualmente si dovrebbe vedere se ci sono correi. Il suo è stato un processo a parte. A lui i giudici hanno concesso il rito abbreviato, a me e Amanda no». «In questa vicenda – ha aggiunto – le cose sono chiare: nella stanza esistono solo le tracce di Guede e nelle indagini ci sono svariati dettagli assolutamente sorvolati, ma d’altra parte ci sono anche delle certezze». Un risarcimento? «Decideranno i miei legali. Io voglio riavere la mia immagine e la mia vita».