Gli ultrà cattolici contro “la blasfemia”

20/01/2012 - Si organizzano e partono all’attacco: il caso Milano è solo l’ultimo Si organizzano sul web, tra di loro ci sono spesso militanti di estrema destra, e marciano divisi per colpire uniti. Sono i nuovi ultrà del cattolicesimo, la cui ultima

     
 

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Si organizzano e partono all’attacco: il caso Milano è solo l’ultimo

Si organizzano sul web, tra di loro ci sono spesso militanti di estrema destra, e marciano divisi per colpire uniti. Sono i nuovi ultrà del cattolicesimo, la cui ultima mobilitazione contro lo spettacolo di Castellucci (leggi storia qui) è solo un assaggio. Repubblica ci racconta il variegato mondo dell’estremismo cattolico:

«Basta con la cristianofobia!» «Fermiamo la blasfemia!» «Dobbiamo reagire. Scendere in piazza. Protestare». Mentre si annunciano pubblici rosari, veglie di preghiera e messe di riparazione, corre sul web la protesta degli ultrà cattolici che hanno deciso di mobilitarsi contro lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, del regista Romeo Castellucci, in cartellone al Teatro Franco Parenti dal 24 gennaio. È un arcipelago di sigle. Che in qualche caso non nascondono le loro simpatie politiche per la destra estrema e usano toni antisemiti contro la direttrice ebrea del teatro, Andrèe Ruth Shammah. Alcuni gruppi sono noti, come Militia Christi o i comitati per la vita, altri sconosciuti, mai visti prima, piccole associazioni, microcomitati spuntati come funghi. Per tutti l´appuntamento, rilanciato via Facebook, Twitter, le mail e gli appelli sui siti sorti per l´occasione, è fissato per martedì prossimo davanti al Franco Parenti, in occasione della prima milanese dello spettacolo.

Allo scopo di fermare l’offesa a Cristo:

«Da giorni, incessantemente, siamo stati identificati con i peggiori epiteti, criminalizzati e ghettizzati – afferma il Comitato San Carlo Borromeo, dopo aver ringraziato la presa della posizione della Santa Sede – con i solo intento di distogliere l´attenzione da quello che è il vero problema, ovvero l´offesa a Cristo e a tutti i cattolici. Siamo anche stati accusati di non essere cattolici maturi. Ma noi ci chiediamo quale persona di buon senso ricoprirebbe di escrementi l´immagine di una persona che ama? Siamo stati accusati di essere ultra-estremisti-integralisti, ma non solo abbiamo avuto l´appoggio del Cardinal Scola, ma ora abbiamo anche quello dichiarato dalla Santa Sede». E, se lo spettacolo non sarà cancellato il comitato annuncia già quale sarà la “riparazione pubblica”: il rosario da recitare il giorno 28 gennaio. Ma sono decine le sigle che aderiscono alla protesta, da Italia Cristiana alla Fondazione Lepanto, e poi ancora: Riscossa Cristiana, il Fronte della Tradizione, il comitato no 194, Ora et Labora.

Tutti pronti alla crociata:

«Saremo centinaia di fedeli in arrivo da tutta Italia – annuncia Roberto Lastei, responsabile del gruppo più organizzato, Militia Christi, che ha sede a Roma, e si è distinto in passato per le battaglie contro l´”omicidio-aborto”, il divorzio, l´eutanasia. – Però non definiteci oltranzisti. Siamo semplicemente credenti che si oppongono alla messa in scena di uno spettacolo osceno. Non lo abbiamo visto, ma sappiamo che il volto di Gesù viene offeso mentre nel teatro si diffonde una nauseante puzza di escrementi (sulla scena si svolge la storia di un figlio che assiste un padre anziano colpito da dissenteria, ndr)». La scena del lancio di granate e sassi, non escrementi, sul volto di Cristo non sarà presente nell´edizione milanese dell´opera. Ma gli ultrà cattolici non vogliono sentire ragioni. Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, noto esponente dell´estrema destra cattolica milanese, soprannominato “il barone nero”, un passato da dirigente del Fronte della Gioventù, nell´Msi, oggi militante del Pdl, è tra i più attivi in queste ore sul web. Con proclami minacciosi: «Siamo pronti a impedire fisicamente l´accesso al Teatro e l´esecuzione dello spettacolo. Quando il rosario e le preghiere non bastano più i veri cristiani sanno ancora usare la spada». In un suo comunicato la Curia milanese aveva chiesto ai fedeli toni assai diversi: «Manifestare il proprio dissenso non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali».

     
 

41 Commenti

  1. bianca scrive:

    sono atea e sbattezzata, tanto per essere subito chiari
    nessuno mette in discussione la libertà di ognuno di credere in chicchessia, è l’interferenza continua che da 200o anni subiamo che io metto in discussione, la realtà cattolica che da due millenni causa disastri, infamie, orrori, nega la libertà dell’uomo, esalta il denaro, agisce nel peggiori dei modi possibili contro tutti, rinnega visibilmente e in continuazione le parole da cui dovrebbe trarre fondamento!
    Fino a quando non vedrò tutti i cristiani vivere come san francesco non ascolterò
    la mia morale atea mi permette solo di agire in modo che tutti gli altri stiano bene perchè sono molto egoista, ho bisogno che gli altri stiano bene per star bene, senza nessunissimo dio che mi castighi o mi premi per ciò che sono

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