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Pensioni anticipate, ma a carico dei lavoratori: ecco il piano

Pensioni

anticipate? Possibili, ma a carico dei lavoratori. Il ministero dell’Economia sta studiando meccanismi di flessibilità, per permettere un’uscita anticipata rispetto ai parametri della legge Fornero. Come spiega il Corriere della Seranon sembrano esserci grandi margini per un intervento di sostegno dello Stato. Per questo si pensa all’ipotesi di permettere di andare in pensione «ottenendo dall’azienda in cui lavorano un prestito in attesa dell’assegno previdenziale, da restituire successivamente attraverso l’Inps».

PENSIONE ANTICIPATA A CARICO DEI LAVORATORI, L’IPOTESI –

Spiega il Corriere come, di fatto, le aziende anticiperebbero i contributi previdenziali mancanti al raggiungimento dei requisiti, «prestando» al dipendente la pensione. Tutto in attesa della sua maturazione e della successiva restituzione. Un rimborso per il quale i sistemi sono però ancora da definire:

«Il meccanismo sarebbe meno oneroso per le aziende rispetto a quelli già previsti dalla Fornero, e l’intervento dello Stato, in questa ipotesi messa a punto dai tecnici, sarebbe solo residuale. Sulle pensioni, come su tutte le altre misure che entreranno nella legge di bilancio, l’ultima parola spetterà al premier Matteo Renzi, che ha preso direttamente in mano il dossier della legge di Stabilità mentre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Lussemburgo per l’eurogruppo rilancia la proposta di «un sistema di assicurazione per la disoccupazione ciclica nella zona euro, che potrebbe essere finanziato da risorse comuni» e che potrebbe essere adottato «anche subito, se c’è la volontà politica».

LA LEGGE DI STABILITÀ –

Ieri intanto Renzi ha incontrato sia il ministro Graziano Delrio, per scegliere quelle opere da finanziare con gli investimenti in deroga al patto di stabilità Ue, che il presidente della Lombardia Roberto Maroni, per discutere dell’applicazione dei costi standard in Sanità. Il Consiglio dei ministri sarà convocato all’inizio della prossima settimana, tra lunedì e martedì, per l’approvazione della legge di Stabilità:

«La legge deve essere varata e trasmessa alle Camere e a Bruxelles entro il 15 ottobre. La Commissione Ue avrà un mese di tempo per esaminare i progetti di bilancio ed esprimere le proprie valutazioni, che saranno discusse da un apposito Consiglio dei ministri dell’Economia, già convocato per il prossimo 23 novembre. Altre misure annunciate che cominciano a prendere una forma più definita sono il piano contro la povertà e la riduzione delle tasse per le imprese. Nel primo caso i tecnici hanno messo a punto una proposta per l’istituzione di una carta prepagata dal valore di 80-100 euro mensili destinata ai più indigenti (di fatto significherebbe resuscitare la social card di Giulio Tremonti)», continua il Corriere.

IL PIANO PER IL TAGLIO DELL’IRES –

Lo sgravio dell’Ires per le imprese, previsto per il 2017, potrebbe invece essere anticipato di un anno, insieme alla riduzione delle tasse sulla casa:

«L’obiettivo dichiarato di Renzi è quello di portare l’aliquota delle imposte sulle società dall’attuale 27,5% al 24%, un punto meno della Spagna. Se ci fossero margini sufficienti nel bilancio, l’Ires potrebbe diminuire di uno o due punti già dal prossimo anno, per scendere al 24% nel 2017. Un punto di Ires vale all’incirca 1,2 miliardi di euro», si legge.