Quelli che usano le bimbe morte per fare soldi con Facebook

di - 20/01/2012 - La madre di una di loro non potrà nemmeno denunciarli “Non c’è danno”: così la polizia ha risposto a Julie Chambers, donna di 37 anni che si è recata presso le forze dell’ordine per denunciare il furto dell’immagine della sua

La madre di una di loro non potrà nemmeno denunciarli

“Non c’è danno”: così la polizia ha risposto a Julie Chambers, donna di 37 anni che si è recata presso le forze dell’ordine per denunciare il furto dell’immagine della sua bambina, Zoe, tragicamente morta dopo un trapianto di cuore. “Nessuno le ha rubato denaro”, perciò, non si può iniziare un procedimento contro i ladri di Facebook che, da un falso profilo giamaicano, stavano raccogliendo denaro per una chirurgia d’emergenza proprio a favore di Zoe, che però era già, come abbiamo detto, deceduta.

RABBIA E DISGUSTO – I ladri hanno recuperato una foto di Zoe e di Julie, “recuperata proprio dal profilo Facebook della famiglia”, scrive il Daily Mail, “per lanciare questa raccolta di fondi”, attraverso una pagina fake di donazione linkata direttamente al suo account di Paypal, una pagina vista da 200mila utenti. “Mia figlia è morta tre anni fa, e qualche malato ha provato a rubare la sua memoria per farci soldi. E’ disgustoso. Una parte di me sta male, ma per il resto sono davvero arrabbiata. Non posso credere che qualcuno possa fare una cosa del genere, fa soffrire”, dice Julie. La pagina chiedeva agli utenti che passavano di condividere la pagina, spiegando che se avesse ricevuto 1000 condivisioni, il trapianto a favore della bambina sarebbe potuto essere effettuato con successo.

UNA TRUFFA ARTICOLATA – Julie si dice molto sconfortata, perché nessuno finora è riuscito ad aiutarla: “Per fortuna, tutti i miei amici sono stati sul caso e davvero abbiamo cercato di chiedere alle persone di smettere di postare i link – ma loro sono riusciti a radunare più di 170mila persone, un grosso lavoro davvero. Ho provato a cercare aiuto da Facebook ma non sono stati granché utili. L’ho detto alla polizia ma mi hanno risposto che non possono fare niente perché non mi hanno sottratto denaro. Sono davvero preoccupata, perché magari le persone potrebbero pensare che c’ero io dietro tutto quanto”. Continua Julie: “Sarebbe stato già abbastanza difficile se Zoe fosse stata viva, ma non è con noi. E’ morta e qualcuno sta usando la sua immagine per truffare la gente”; la piccola Zoe è morta nel 2008 dopo una dieci ore di chirurgia a cuore aperto; un anno dopo l’intervento, si è accasciata nelle braccia della madre, a nemmeno due anni di vita.

10 Commenti

  1. bruno scrive:

    “se avrebbe ricevuto 1000 condivisioni”…. La grammatica è un’opinione…

  2. mari scrive:

    A Bruno …… Buon giorno.. MA .VAFFA…….

  3. Marco scrive:

    Non sarà quello il punto, però non si può soprassedere agli errori che ci sono in questo articolo visto che è un giornale ^^’ Posso capire se fosse stato un post su facebook o un commento, ma l’articolo dovrebbe essere privo di errori di questo genere..

  4. giò scrive:

    Mi fate pena…pensare alla grammatica in un articolo che fa orrore! Vorrei vedervi nei panni di quella madre!!!

    • /// scrive:

      ma fai pena tu che non ami la tua lingua.

    • barbara scrive:

      Sinceramente bisogna sempre pensare alla lingua, se iniziamo a pensare che l’importante è il contenuto e non la forma diventeremo tutti dei grossi asini…

  5. barbara scrive:

    impossibile, in USA denunciano per qualsiasi cosa anche senza basi! Qui ci sta, invece, largamente una denuncia per danni morali e oltretutto sicuramente questi signori verranno perseguiti anche per frode

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