Cultura

Librai e Libbrai

19 febbraio 2009

Anche se il tempo scorre via come l’irruenza di un temporale estivo ciò che rimane del passato è simulacro. Ed è piacevole annegare nella memoria e  riscoprire “l’animo del libraio che spunta fuori in tutti noi”.

I vecchi film hanno il vantaggio di custodire per noi un intero pezzo del passato. Tutto del vecchio film racconta di un’epoca che fu. A volte racconta di più epoche, perchè il film può essere stato prodotto già diversi anni fa e parlare di cose accadute in anni ancora precedenti. Il supporto su cui è registrato, la custodia in cui è racchiuso (dvd, video-cassetta, ecc.), i colori del packaging, i claim nelle locandine di quando il film fu lanciato, i volti dei protagonisti, spesso attori che allora erano molto giovani, tutto ci fa tornare alla memoria episodi che a quel o a quell’altro vecchio film erano legati. Un inconsapevole colpo di scena delle sinapsi che, dal primo piano, passano al campo lungo mentre, noi qui, soffiamo sulla polvere del vecchio compact.

NULLA E’ EFFIMERO - Prendete 84 Charing Cross Road un film del 1987 di Brian West e interpretato da Anne Bancroft e Anthony Hopkins. Due premi Oscar. Una storia che racconta un’amicizia tra un libraio inglese ed una scrittrice newyorkese squattrinata. A cavallo dell’Atlantico tra il 1949 e il 1969. Prendete la confezione che custodisce il dvd. E’ di una plastica sofisticata. Curata in ogni dettaglio: negli spigoli, nella linguetta che va premuta per aprire. Una vera e propria custodia, che custodisce, che non si rompe solo perchè si toglie con uno strappo energico la pellicola esterna. Sul retro della custodia, in alto, il claim:”Straordinari interpreti per una straordinaria amicizia”. Un titolo pacato, semplice, privo di marketing prevaricante che deve a tutti i costi incuriosire. In basso a destra un riquadro con “Vietato il noleggio”. Fosse quella, oggi, la minaccia per i diritti di autore. E poi nessuna di quelle frasi, estrapolate da qualche recensione di qualche quotidiano: “…Accolto da una standing ovation al Festival tal dei tali…”. Helen è una squattrinata signora newyorkese che, per non sapere se leggere o scrivere, legge e scrive. Legge molta letteratura inglese, scrive commedie che nessuno legge al di fuori della sua cerchia di amici e conoscenti. La via del successo, ieri più di oggi, è difficile e intricata. Ma il successo, ieri, è più legato alla realizzazione di sé che alla propria notorietà. E la propria realizzazione non è solo realizzazione professionale. Ma anche umana, sociale. Oggi è così? Ad innescare il plot narrativo è la passione di Helen per la letteratura marksinglese antica, difficilmente reperibile nelle librerie Americane. Anche in quelle specializzate, che trattano libri inglesi. La ripresa economica deve arare il suo podere, il suo piccolo segmento di mercato, smuoverne le zolle della semina precedente. Il passato prossimo deve diventare remoto e non c’è posto per libri poco attuali. Helen invia una lettera alla libreria MARKS & CO all’84 Charing Cross Road a Londra. E riceve la risposta sperata. Il libri da lei richiesti sono disponibili e le saranno inviati. Niente pay-pal, niente skype, niente just in time. Basta solo saper aspettare. Dall’altra parte dell’Oceano alla libreria MARKS & CO c’è Frank. Il direttore. Che si affeziona da subito alla scrittrice amante di quei libri così ricercati. Che lui stesso apprezza. Ne nasce un rapporto epistolare, mediato dalla sua professionale partecipazione emotiva. Frank è un uomo equilibrato. Va a caccia di vecchi testi, partecipando alle aste che si svolgono in antiche case nobiliari che, dopo la guerra, vengono cedute dagli storici proprietari ai nuovi ricchi. E’ sposato in seconde nozze con una moglie irlandese che gli ha dato due bimbe. La moglie è una giovanissima Judy Dench. Il rapporto con la moglie è dominato da una passione di stampo vittoriano, e Frank sembra dover controllare di più le emozioni quando, nella casella delle lettere, trova la lettera di Helen.

LEGAMI DI PENNA - Il rapporto epistolare va avanti per anni, venti anni, contagiando anche gli altri impiegati della libreria Londinese. A cui, Helen, in occasione delle feste di Natale e/o di Pasqua, invia dei pacchi alimentari. A Londra c’è il razionamento. Nei pacchi c’è un po’ di tutto: carne, cioccolata, verdure. Ed anche qualche pacco di collant. Helen a Frank: “Devono proprio essere tempi duri se usate fogli di vecchi libri come carta da imballaggio”. Ciascuno avvierà il suo privato rapporto epistolare rispondendo all’urgente bisogno di ognuno di comunicare. Ciascuno scrive alla sua Mrs. Hempf. L’attesa del pacco, lo scambio di doni, la nascita di una sintonia su gusti e sensibilità in un momento storico difficile in cui il Mondo cerca di rialzarsi dopo la Guerra, coinvolge lo spettatore e lo emoziona. E lo emoziona come lo emozionerebbe un libro. 84 Charing Cross Road è una schermaglia amorosa a tutti gli effetti. Certo. Ma la schermaglia, che scivola sui binari di una ironia discreta, affonda le sue radici nell’amore per i libri e per la lettura. Helen ama leggere libri di seconda mano perchè si aprono nei punti che hanno colpito maggiormente il proprietario precedente. Perchè sono ricchi delle note, degli appunti di chi ci ha preceduti. Un libro antico, letto da più occhi è quel filo che cuce il tempo, la storia. Fabbrica la memoria con pezzi di emozioni condivise.

UN DIALOGO NEL TEMPO - Il film ha la capacità, pur appartenendo ad una forma espressiva diversa dal libro, ne rappresenta il proseguimento. Un innesto editoriale di pellicola su carta e legatura. Come l’innesto negli agrumeti. Helen lungo il film, più di una volta, si rivolge direttamente a noi. E ci rende partecipi. Noi che siamo ad anni di distanza su un divano di una casa in un altro continente e in un’altra epoca. E ci coinvolge indicandoci un nuovo libro ricevuto o su di un passaggio di una qualche lettera di Frank:”Ha una prima edizione dell’Università di Newman a 6 dollari, e mi chiede ingenuamente se la voglio?!?!”

La storia, la vita è come una staffetta. E Mrs. Hempf, con questo film, cede a noi il suo testimone.

Un commento a Librai e Libbrai

  1. 1ps

    Ritrovato Michele, beccato come al solito a consigliare libri.
    Verrò a leggerti volentieri

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