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Lavorare tanto fa… bene

E’ come la dipendenza da cioccolato, dà energia e buonumore

Siete ammalati da troppo lavoro? Rispecchiate a pieno il profilo del workaholic? Allora tranquilli, va tutto bene. Lo assicura l’Herald.ie

COS’E IL WORKAHOLISM – La sindrome dipendenza da lavoro, chiamata anche workhaolism, è un disturbo ossessivo-compulsivo che comporta il sacrificio della vita affettiva e sociale dedicandosi completamente al lavoro. Queste persone spesso vengono biasimate per il tempo che passano in ufficio e, se sono fuori casa, per tutti quegli atteggiamenti, come ad esempio il controllo compulsivo della casella mail del lavoro, che legano la persona al proprio impiego. Se ne soffrite tenetevi forte. La dipendenza da lavoro non è un male.

LAVORARE TANTO? FA BENE – Lo stabilisce Yehuda Baruch, professore della Rouen Business School, in Francia. Secondo l’accademico, il “workaholism” aiuta la persona a rafforzare l’individualità, la propria rete sociale e la capacità lavorativa. Allo stesso tempo il professore rifiuta il concetto di dipendenza in quanto, secondo lui, chi è affetto da workaholism mostra benessere ed entusiasmo nello svolgimento delle proprie mansioni. Se fosse una malattia -obietta Baruch- chi ne soffre dovrebbe essere fiaccato dalla stanchezza e da malesseri diffusi.

IL LAVORO E’ COME IL CIOCCOLATO – Il professor Baruch smentisce la letteratura sulla sindrome da lavoro dipendente, secondo la quale chi soffre di questo “malessere” soffre di stress e non riesce a gestire con equilibrio la propria vita lavorativa. Secondo Baruch lavorare tanto fa bene. Nobilita la persona, le dà forza e coscienza nei propri mezzi. La dipendenza dal lavoro è, secondo il professore, come la dipendenza da cioccolato. Il cioccolato non fa male. Dà energia e buonumore. Così fa il lavoro. Tanto più una persona lavora tanto si sentirà meglio e realizzata.